Trump insiste: altri 70 miliardi per l’Ice e le azioni sui migranti
La maggioranza repubblicana al Congresso, e l’amministrazione di Donald Trump, tornano alla carica per finanziare appieno le grandi agenzie e le operazioni anti-immigrazione. Il Senato ha compiuto i primi, significativi, passi approvando di stretta misura una risoluzione che stanzia 70 miliardi di dollari per i prossimi tre anni, il resto del mandato di Trump alla Casa Bianca. I beneficiari: l’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement, e Border Patrol, le guardie di frontiera, impegnate, con tattiche nella bufera per la loro aggressività, in retate contro clandestini e chi non ha documenti in regola e nelle espulsioni di massa, priorità del presidente.
L’iter legislativo non è finito: per superare l’ostruzionismo dell’opposizione democratica i repubblicani al Senato hanno adottato una manovra parlamentare di budget chiamata reconciliation, che, per leggi con verificato impatto su entrate e deficit, permette un voto a maggioranza semplice anziché di almeno 60 senatori su cento. I conservatori americani possono contare su 53 seggi. Dopo la mozione già varata e i dettagli della proposta, sono però appunto necessari via libera di autorità tecniche del Senato. Democratici o repubblicani dissidenti possono inoltre presentare raffiche di emendamenti, al Senato come alla Camera. Che deve a sua volta passare la misura, a maggioranza semplice ma tra resistenze: oltre alle obiezioni progressiste ci sono quelle dei repubblicani radicali, che vorrebbero agganciare al provvedimento altre iniziative a loro care, quali giri di vite su diritto di voto e requisiti di identità alle urne.
I repubblicani hanno però scommesso di potere inviare già per fine mese la legge a Trump, che ha posto quale ultimatum il primo giugno. L’urgenza c’è: in discussione è in realtà l’intero budget del gigantesco dipartimento di Homeland Security, al quale fanno capo Ice e Border Patrol come la sicurezza agli aeroporti: il Senato aveva provato a separare i fondi anti-immigrazione dal resto degli stanziamenti, ma la Camera ha rifiutato lo scorporo, promettendo un sì solo assieme allo sblocco del budget di Ice e Border Patrol. La Casa Bianca ha fatto ricorso di recente a decreti e storno di risorse straordinarie per ovviare a paralisi di servizi essenziali quali quelli degli aeroporti.
I democratici avevano paralizzato i fondi sull’immigrazione chiedendo una riforma delle agenzie, con maggior supervisione della magistratura, inchieste sull’operato e le condizione nei centri di detenzione, eliminazione delle maschere degli agenti, divieto ad arresti in scuole e chiese. La ribellione era scattata davanti all’uccisione a Minneapolis di due cittadini Usa da parte di agenti federali, che ha scioccato il Paese facendo emergere una lunga serie di abusi. Trump è stato costretto a sostituire il capo delle guardie di frontiera e la segretaria alla Homeland Security, Kristi Noem.
Gli investimenti dell’amministrazione nelle campagne contro gli immigrati, tuttavia, restano in agenda e non si fermano al budget ordinario. I 70 miliardi ora in gioco si sommano ai 170 miliardi in quattro anni di risorse eccezionali nell’ambito del cosiddetto One Big Beautiful Bill, la riforma fiscale varata dal Congresso e da Trump nel 2025. Solo l’Ice da questa legge riceve almeno 75 miliardi, che può gestire in modo flessibile, con l’indicazione di spenderne 45 in carceri speciali e 30 per 10mila nuovi agenti. Prima di Trump, il budget Ice era di 8-10 dieci miliardi all’anno.
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