Tribunale conferma bombe nucleari Aviano, archiviato esposto pacifisti
PORDENONE – Il Gip di Pordenone ha accolto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero in merito alla denuncia presentata dalla Wilpf Italia (Women’s international league for peace and freedom) tra i cui scopi ci sono il disarmo e la smilitarizzazione, più altre 16 realtà e cittadini, che sostenevano l’illegittimità della presenza di armi nucleari nella base Usa di Aviano.
Nello stesso atto non si fa confuta comunque l’affermazione sulla presenza di tali tipi di armi.
Lo riporta una nota dei denuncianti che, dunque, in questo trovano conferma della presenza di questi ordigni.
Il Gip Francesca Vortali, nel provvedimento, dopo indagini e ricerche, sostiene che questa presenza è giustificata da trattati o convenzioni internazionali e nello stesso tempo riconosce a Wilpf Italia l’azione a tutela degli interessi collettivi di disarmo e smilitarizzazione.
I denuncianti ipotizzano ora il ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’uomo, sostenendo che la presenza delle armi nucleari rappresenti un rischio concreto e oggettivo per la vita dei cittadini e che la loro presenza violi l’art. 2 della Convenzione europea, “laddove tutela il diritto alla vita nella sua accezione più ampia e impone agli Stati aderenti obblighi idonei ad escludere rischi”. Contro l’ordinanza in oggetto si sono espressi anche gli avvocati di Ialana (International Association of Lawyers Against Nuclear Arms).
Secondo un rapporto statunitense del Natural Resources Defence Council, nella base di Aviano, secondo il concetto NATO di condivisione nucleare, sarebbero conservate 50 bombe atomiche B61-4 di potenza variabile tra 45 e 107 chilotoni. L’aggiornamento di sicurezza di Aviano AB indica che il numero di armi nucleari operative volte a deposito presso la base potrebbe essere stato ridotto e le bombe B61 ridotte da 50 a 25-35. Tutti i numeri e specifiche riportate, data la segretezza del soggetto, sono comunque da considerarsi speculative.




