Novara e i figli sedicenni: “A questa età diminuisce la ribellione pura e inizia una fase più contrattuale”

Sedici anni. Il sabato sera il telefono resta muto sul tavolo e l’ansia dei genitori sale. Spesso, quando provano a chiedere un messaggio in più, la risposta è sempre quella: “Non ti fidi di me”. Per chi aspetta a casa, però, il punto non è il sospetto, quanto il bisogno naturale di sapere che tutto va bene.
Daniele Novara ha provato a fare chiarezza su questo equilibrio delicato. A questa età il cervello sta ancora cambiando e non è del tutto maturo, ma il modo di scontrarsi con i genitori muta: la ribellione pura di un tempo lascia il posto a una fase contrattuale.
Gli adulti come risorsa
I ragazzi iniziano a vedere chi hanno di fronte in modo diverso. Il mondo dei grandi non viene più percepito come un muro fatto di divieti, ma si trasforma in una risorsa preziosa: “I ragazzi cominciano anche a capire, – sottolinea Novara – che il mondo degli adulti ha soldi, opportunità e libertà concrete”. Si entra quindi in una logica di scambio e contrattazione.
In questo passaggio, il controllo cambia faccia: se un genitore pretende di sapere ogni respiro, il sedicenne sente mancare la terra sotto i piedi perché avverte sfiducia. Al contrario, se il genitore sparisce del tutto, quel silenzio viene letto come un’assenza dolorosa.
La strategia della presenza leggera
La soluzione sta nel mezzo, in una posizione che Novara definisce concreta. Invece di un monitoraggio continuo, è meglio puntare su poche informazioni essenziali. Sapere con chi si è e dove ci si trova, a grandi linee, è il punto di partenza per una presenza leggera ma reale.
Si tratta di passare da una gestione infantile a una più adulta, basata sul patto. In questo scenario, la fiducia non è un’etichetta che si appende a voce: “La fiducia non è qualcosa che si dichiara, – scrive il pedagogista – ma qualcosa che si costruisce dentro un equilibrio”. Restare un punto di riferimento significa saper negoziare, lasciando ai figli lo spazio per crescere senza mai farli sentire abbandonati.
Source link




