Lazio

Piazza Lotto, il taglio dei pini finisce sotto esame: «mostrate le perizie»

Nuove polemiche sulla gestione del patrimonio arboreo nella Capitale. Al centro dello scontro politico finisce questa volta la rimozione di due esemplari di pino situati in piazza Lotto, all’interno del territorio del Municipio Roma VIII.

A sollevare dubbi sulla tempistica e sul rispetto delle normative ambientali è la consigliera municipale del Gruppo Misto, Simonetta Novi, che contesta apertamente le modalità d’intervento adottate dal Servizio Giardini.

Le tempistiche sotto accusa: 10 mesi di ritardo e il vincolo della nidificazione

Il nodo della contestazione riguarda la discrepanza temporale tra gli accertamenti tecnici e l’esecuzione materiale dei tagli.

Secondo quanto ricostruito dalla consigliera, le prove di trazione (gli esami strumentali volti a verificare la stabilità meccanica dell’apparato radicale e del fusto) risalirebbero infatti al 24 settembre 2025.

Foto Simonetta Novi

L’intervento di abbattimento, eseguito a distanza di dieci mesi dai test, andrebbe inoltre a confliggere con le norme vigenti poste a tutela della fauna urbana:

«I pini di piazza Lotto hanno ricevuto prove di trazione il 24 settembre 2025. Se 2 pini sono risultati pericolosi perché si è aspettato 10 mesi per abbatterli, e peraltro in un periodo vietato dal Regolamento del Verde Capitolino in quanto periodo di nidificazione?

Da aprile a luglio possono essere tagliati solo alberi a rischio schianto. Se erano così pericolosi andavano abbattuti prima. Per conoscere gli esiti delle perizie agronomiche che giustificano l’abbattimento di questi 2 pini presenterò un accesso agli atti, come faccio sempre. È giusto che i cittadini abbiano visibilità di quello che accade in maniera trasparente.» Simonetta Novi, Consigliera del Gruppo Misto nel Municipio Roma VIII

Foto Simonetta Novi

La richiesta di trasparenza sulle perizie

Il Regolamento del Verde Pubblico e Privato di Roma Capitale prevede infatti la tutela dell’avifauna nidificante, vietando le potature drastiche e gli abbattimenti non urgenti nella finestra temporale compresa tra la primavera e l’inizio dell’estate (da aprile a luglio), a meno che non sussista un imminente e conclamato pericolo di schianto per l’incolumità pubblica.

Proprio su questo punto si concentra la richiesta della consigliera Novi, determinata a verificare se le schede di valutazione VTA (Visual Tree Assessment) redatte dagli agronomi giustificassero una tale urgenza differita o se si sia trattato di un corto circuito procedurale nella programmazione dei cantieri del verde.

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