Veneto

«Il 2026 è un anno nero» il 25 e 26 luglio 2026


Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Doveva essere un’occasione di rilancio e invece il recente Rally di Salsomaggiore Terme si è rivelato un’autentica mazzata alle ambizioni di tripletta per Manuel Bonfadini, rientrato dal parmense con il secondo ritiro consecutivo di questo 2026.

Il pilota di Pozzonovo, unico partente tra le vetture di classe K10 con la sua Peugeot 106 Rallye Kit Car e in compagnia di Fabrizio Handel, era consapevole di avere tra le mani l’opportunità di ipotecare il bis nella Coppa Rally ACI Sport di quinta zona, ma la voglia di confronto c’era.

Un buon avvio tra le RC4N

L’obiettivo della due giorni emiliana diventava la scalata alla classifica di gruppo RC4N, in mezzo alle Rally4 e alle R2, e a quella assoluta, con un buon diciottesimo e un quarantatreesimo posto per aprire la giornata di sabato sull’unico crono previsto.

Con ben centoventicinque partenti, il portacolori di Bluthunder Racing Italy, supportato sul fronte tecnico dalla sua Assoclub Motorsport, continuava a mantenere un buon passo, archiviando il primo giro domenicale in diciannovesima posizione di RC4N e in quarantunesima assoluta. Il secondo loop, pur con l’arrivo della pioggia sulla “Varano de’ Melegari” due, confermava Bonfadini in diciottesima piazza di RC4N e in quarantunesima nella generale.

Il guasto che ha spento i sogni

Quando al termine del weekend mancavano solamente tre impegni, era l’ultimo giro sulla “Pellegrino Parmense” a mandare letteralmente in fumo i sogni e le ambizioni, con un problema di natura tecnica, al cuore pulsante della francesina, che lo appiedava fuori dalla speciale.

«Il 2026 è davvero un anno nero» racconta Bonfadini «ma onestamente non so ancora dire quale sia stato effettivamente il problema al motore che ci ha fermato. Stava andando tutto a meraviglia e all’improvviso qualcosa ha ceduto, senza dare nessun preavviso. Siamo usciti dalla prova a stento e ci siamo fermati nel trasferimento successivo. Sono senza parole».

Il titolo K10 resta alla portata

Nonostante il secondo zero marcato dopo l’uscita nel reggiano, Bonfadini è l’unico in grado di poter acquisire a tavolino il titolo nella CRZ, guardando a una classifica di classe K10 che lo fotografa quale unico concorrente avente le carte in regola per conquistare il primato, mentre il treno del Michelin Trofeo Italia, quarto raggruppamento, è definitivamente uscito dalla stazione.

«Il danno che abbiamo accusato è molto serio» aggiunge Bonfadini «ed è altrettanto brutto pensare che, partendo nell’ultimo appuntamento della CRZ, saremmo in grado di vincere nuovamente il titolo di zona. È un dato di fatto, ne siamo tutti consapevoli, e sono sempre stato molto trasparente nel mio modo di affrontare le competizioni, così come faccio nella vita. Non mi piace vincere senza lottare. È altrettanto vero che, essendo gli unici che possono segnare la terza partenza, potremmo accedere alla finale nazionale e cercare magari in quel contesto un’occasione di riscatto. Al momento la voglia è quella di tirare una riga e di pensare all’anno prossimo. Valuteremo nei giorni a venire cosa fare del nostro futuro. Ora siamo molto delusi».

Foto articolo utente – Credit Mario Leonelli




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