Società

Allarme droghe tra i giovani, Schettini: “L’estate è un periodo pericoloso”. Le testimonianze dei ragazzi: “La sostanza mi ha tolto quello che potevo essere”

Vincenzo Schettini, il professore de La fisica che ci piace, ha scelto di mettere da parte le formule e i postulati per dare spazio a un video estivo (ma dal contenuto profondamente diverso dal solito) per rivolgere un appello agli adolescenti: l’estate è un momento di libertà, di socializzazione e di divertimento dove i genitori “stanno meno addosso”, ma c’è un pericolo in agguato.

Spesso è proprio in questi mesi, infatti, che avviene il primo approccio con le sostanze stupefacenti; un incontro che può segnare per sempre la vita di un adolescente.

L’inizio per sentirsi accettati e l’illusione di essere Dio

Le testimonianze partono da un’età molto precoce (12 o 13 anni) con l’uso di “canne” dovuto al bisogno di sentirsi accettati dal gruppo. Successivamente sono entrate in gioco altre sostanze, come la cocaina e l’MD, che hanno creato l’illusione di un mondo senza regole.

Chi ha usato queste sostanze racconta di averlo fatto per evadere; per sentirsi più sicuro e più grande: “Mi sentivo Dio”. Tuttavia, la convinzione di poter smettere in qualsiasi momento si è rivelata falsa: “Credevo di poter smettere quando volevo, – racconta un giovane – ma non è stato così perché ci sono caduto”.

La perdita degli affetti e il punto più basso

La droga impedisce di stare davvero con la propria famiglia, con gli amici e di essere se stessi. Un passaggio molto forte riguarda il momento in cui si capisce che non è più un divertimento: quando i genitori non rivolgono più la parola ai figli. Il punto più basso viene descritto con queste immagini:

  • andarsene via di casa per settimane dopo aver litigato con i genitori;
  • essere buttati fuori di casa persino dagli amici;
  • non sapere più dove andare e sentirsi davvero soli.

L’appello finale: chiedere una mano

Nessuno può considerarsi invincibile: la realtà della tossicodipendenza porta a perdere la possibilità di fare le cose che piacciono. Vincenzo Schettini affida la conclusione direttamente ai protagonisti del video: “E la droga È una m****, ragazzi, e non ve lo dico io, ve lo devono dire i ragazzi come voi”.

Riconoscere il proprio limite è l’unico modo per salvarsi. Il messaggio finale è un invito esplicito a non restare soli: “Ho capito che c’era bisogno di chiedere una mano. Bisogna chiedere una mano. Non si è invincibili. Nessuno lo è”.




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