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Tlon: «Scrubs è davvero “millennial cringe”? Le serie non cambiano, siamo noi a essere diversi»

Questo articolo su Scrubs è pubblicato sul numero 16 di Vanity Fair in edicola fino al 14 aprile 2026.

Dopo 16 anni di stop, la serie televisiva Scrubs è tornata in onda su Abc (in Italia su Disney+), raccogliendo 11 milioni di spettatori nella prima settimana. Nonostante i numeri da record e l’89 per cento di recensioni positive su Rotten Tomatoes, Variety l’ha definita un esempio lampante di «millennial cringe», cioè quella sensazione di imbarazzo che una volta veniva generata dai comportamenti dei boomer e che invece adesso suscita anche chi oggi ha più o meno 40 anni.

Scrubs era la serie con cui gli adolescenti dei primi anni Duemila hanno imparato a ridere della vita adulta. Il giovane medico JD entrava in ospedale senza sapere niente, faceva amicizia con Turk e si innamorava della persona sbagliata, combinava disastri e in qualche modo ne usciva sempre. Il luogo di lavoro era il posto in cui la vita dei personaggi prendeva forma, perché era anche il luogo in cui facevano amicizia, iniziavano relazioni, potevano permettersi di essere immaturi, sicuri che l’ambiente intorno in qualche modo li avrebbe aiutati a cavarsela e che il futuro sarebbe stato felice.

Rivederla oggi – con gli stessi personaggi, lo stesso contesto e lo stesso tipo di umorismo – mostra, in effetti, che siamo noi a essere cambiati. In pochi anni il lavoro, le relazioni e il modo di pensare il futuro sono stati messi del tutto in discussione, e questo porta ad avere nostalgia per un passato che sembrava sereno e carico di promesse. A questa condizione, l’industria culturale risponde riportando in vita una storia che aveva già funzionato, secondo una tendenza che il filosofo Grafton Tanner chiama foreverism, e che produce continui sequel, revival e reboot.

Il revival ti promette che puoi riavere il tuo passato, mentre la generazione Z – definendolo cringe – ti mette di fronte all’amara verità: non puoi, perché sei tu a essere diverso, a non essere più quello di un tempo.


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