Ternana, giudice sospende la messa in liquidazione: l’ombra dell’azione ritorsiva

Il giudice del Tribunale di Perugia, Teresa Giardino, ha sospeso la deliberazione del 13 aprile scorso, con la quale l’assemblea dei soci ha messo in liquidazione la società Ternana calcio. A presentare formale ricorso in tal senso è stato un creditore del club che chiede di accertare l’invalidità dell’atto. L’udienza di merito è fissata per il 7 maggio prossimo.
Nelle motivazioni proposte per accertare la nullità della delibera, «la violazione di
norme imperative a tutela dei creditori e del capitale con finalità ritorsive da parte del socio, in aperto contrasto con gli interessi della società e del ceto creditorio e conseguente abuso del diritto per uso distorto dello strumento ‘liquidazione volontaria’, poiché la società, in anziché attivare uno strumento di regolazione della crisi in continuità aziendale, ha messo a rischio la dispersione del titolo sportivo e la persistenza dell’affiliazione alla Figc,
presupposto per la possibilità di cessione a terzi dell’azienda sportiva, a tutela del ceto creditorio». Il ricorrente indica inoltre l’operazione della messa in liquidazione come «rivalsa nei confronti delle istituzioni cittadine, che non avrebbero ‘ringraziato’
abbastanza il socio, violando così lo scopo della conservazione del patrimonio e la soddisfazione prioritaria dei creditori».
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