Tensioni e problemi di comunicazione per la 27ª Expo Valpolcevera: la denuncia di pro loco e civ

Genova. Con un comunicato stampa congiunto, Pro Loco Valpolcevera APS e CIV PONTE 2000 intendono fare chiarezza sul percorso organizzativo della 27ª Expo Valpolcevera, lamentando una netta discrepanza tra la collaborazione annunciata e la condotta delle istituzioni coinvolte.
La nota si apre ricordando che dietro un evento di questa portata vi sono “mesi di lavoro, sponsor, espositori, associazioni, volontari e risorse”, motivo per cui gli organizzatori ritengono doveroso ricostruire pubblicamente la cronologia dei fatti.
I problemi sono emersi fin dalla pianificazione del calendario, avviata il 9 aprile 2026 con la richiesta ufficiale di collocare l’evento dal 18 al 20 settembre per evitare sovrapposizioni con altre manifestazioni vicine. Nonostante la successiva richiesta di Città Metropolitana di spostare l’Expo per non accavallarsi con l’Expo Val Fontanabuona, le date originarie sono state infine riconfermate il 24 giugno dopo un confronto con i rappresentanti locali. Parallelamente sono sorgere incomprensioni anche sulla promozione della 38ª Fiera di Pontedecimo, inserita nei materiali pubblicitari ma in seguito rappresentata dalle istituzioni secondo un’impostazione differente.
L’episodio centrale della contestazione riguarda la gestione delle comunicazioni ufficiali. Dopo l’inserimento dell’evento nel programma della conferenza stampa istituzionale del 20 luglio, il 15 settembre, a soli tre giorni dall’inizio dell’Expo, si è tenuta una conferenza dedicata alla manifestazione alla quale la Pro Loco Valpolcevera APS e il CIV PONTE 2000 non sono stati invitati, apprendendo la notizia direttamente dai canali social.
Nel testo si sottolinea come le realtà territoriali abbiano dimostrato concretamente la propria disponibilità modificando date e partecipando agli incontri. Il comunicato si conclude ribadendo che l’obiettivo non è richiedere privilegi, bensì ottenere “chiarezza, rispetto del lavoro svolto e comunicazione tra gli Enti”, poiché una manifestazione di tale portata richiede “confronto, comunicazione e rispetto del lavoro di chi, sul territorio, si assume responsabilità e porta avanti l’organizzazione”.




