Marche

Teatro romano e museo di Vitruvio, sì della giunta fanese al piano di recupero. L’assessore Ilari prevede l’appalto entro l’anno


FANO Nel porre in evidenza le prospettive e le risorse scaturite dalla scoperta della basilica di Vitruvio, la giunta comunale non ha dimenticato il piano di recupero dell’area del teatro romano e la realizzazione del nuovo museo archeologico nell’ex filanda Busone che ora viene identificato come “Polo museale di Vitruvio e della romanità”, con la speranza che non cessino le iniziative per favorire il ritorno dell’atleta di Fano, la statua già attribuita a Lisippo, per cui il capo della direzione generale dei musei del Ministero dei beni culturali Massimo Osanna, aveva pronosticato diventasse il museo dei reperti archeologici rinvenuti in Adriatico. 

La variante

Redatto in variante è un atto dovuto nell’ambito dell’accordo sottoscritto in data 23 giugno 2025 dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Toscana-Marche-Umbria, il Comune di Fano e la Soprintendenza archeologica per le Province di Ancona e Pesaro Urbino, per la sistemazione dell’area di via De Amicis e la sua valorizzazione. Un’opera che attende di essere realizzata da olre vent’anni, quando all’interno dell’ex filanza emersero i primi resti dell’antico teatro romano . Il piano prevede il recupero degli edifici storici principali dell’ex filanda Bosone, riconosciuti come testimonianza della fase industriale dell’area e della storia produttiva della città di Fano. Per tali fabbricati si prevede un intervento di risanamento conservativo, con opere di consolidamento strutturale e rifunzionalizzazione compatibile con la futura destinazione museale. Gli interventi dovranno conservare i caratteri tipologici, morfologici e costruttivi ancora riconoscibili, con particolare attenzione ai volumi, ai prospetti, alle bucature, alle coperture e agli elementi riconducibili alla precedente funzione industriale. Si tratta infatti di archeologia industriale.

L’edificio degradato

Attualmente l’edificio è molto degradato: la parziale demolizione dell’angolo sinistro del prospetto, eseguita in passato per esigenze di cantiere e mai ricomposta, compromette la continuità compositiva del fronte e incide negativamente sulla leggibilità dell’edificio storico, costituendo inoltre una potenziale criticità per la sicurezza e l’incolumità pubblica lungo la strada. L’intervento sul complesso, quindi, si propone di rispondere alle esigenze funzionali e tecniche proprie di un edificio pubblico a destinazione museale.

Il Piano inoltre ha l’obiettivo di risolvere le attuali condizioni di degrado igienico-sanitario e ambientale. Lo stato di abbandono degli edifici, la presenza di infiltrazioni, materiali incongrui, guano e accessi non controllati determina una condizione critica sia per la conservazione dei manufatti sia per gli edifici confinanti.

La sicurezza

L’intervento dovrà quindi migliorare le condizioni di sicurezza, salubrità e decoro dell’intero comparto, con effetti positivi anche per le proprietà limitrofe, tutto compatibilmente con le esigenze di natura archeologica. I tempi? «Grazie al procedimento dell’appalto integrato che prevede la redazione dell’esecutivo e dei lavori – ha detto l’assessore Ilari – ci aspettiamo che il Provveditorato pubblichi il bando entro l’anno».




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