Al pugilato italiano serve Abbes: la federazione faccia pace con il ragazzo campano per un possibile oro olimpico
Da alcuni mesi è tornata in Nazionale di pugilato Irma Testa e subito ha conquistato un oro ai Giochi del Mediterraneo che fa ben sperare per il futuro azzurro. Tra due anni ci sono le Olimpiadi a Los Angeles e l’atleta di Torre Annunziata ha il talento e ormai l’esperienza per puntare alla medaglia più prestigiosa. Lei e Sirine Charaabi (oro pure lei a Taranto e unica medaglia della spedizione azzurra agli ultimi mondiali del 2025) sono due certezze su cui puntare. La situazione degli uomini è purtroppo più precaria, al momento non si vedono all’orizzonte pugili che possono intromettersi nelle prime posizioni, ultimamente sempre appannaggio di kazaki e uzbeki. A Taranto è arrivato l’oro del bravissimo e giovane (ha ventidue anni) Gabriele Guidi Rontani, però ovviamente Olimpiadi e Mondiali sono cose diverse. A breve si disputerà un Europeo a Sofia e anche quello sarà un banco di prova per tutti. Ma l’impressione è che oltre a non arrivare oggi i risultati nelle due competizioni più importanti, ci vorranno degli anni per ricostruire qualcosa che dia riscontri tangibili in termini di vittorie.
Eppure ci sarebbe un pugile che potrebbe ambire all’oro olimpico già nel 2028, solo che non è in squadra: è Aziz Abbes Mouhiidine, escluso dalle convocazioni da più di un anno, quando è rimasto fuori dalla lista dal Training Camp in preparazione dei Mondiali di Liverpool. Nel frattempo ha intrapreso la carriera da professionista, due match vinti su due nella categoria cruiser, un percorso che poteva essere già migliore se non fosse per un infortunio che ora sta comunque smaltendo. Il titolo italiano da pro è qualcosa a cui può arrivare non appena si mette in piena forma.
E un passo indietro tra i Dilettanti? Intanto si può fare, a differenza del passato, tenere in piedi entrambe le carriera. E il ragazzo non direbbe no alla Nazionale: in azzurro è stato per tante stagioni, portando a casa due argenti mondiali e due ori europei e sconfiggendo spesso i pugili top del mondo. Ha nel record vittorie con campioni come Julio César La Cruz, Enmanuel Reyes e Aybek Oralbay. Ai Giochi di Parigi è stato sconfitto al primo turno, con un verdetto corretto ma non nettissimo e comunque contro l’uzbeko Lazizbek Mullojonov che poi avrebbe vinto l’oro. Abbes Mouhiidine ha il sogno olimpico sin da piccolo e gli è rimasto dentro anche oggi che di anni ne ha 27.
Siamo di fronte ad un atleta dal valore altissimo, qualche anno fa era la speranza italiana che a mo’ di Jannik Sinner avrebbe potuto trascinare tutto il movimento pugilistico. Poi qualcosa si è inceppato e non è andata come tutti speravano da Parigi in poi. Il presidente della Federazione Italiana Flavio D’Ambrosi sui social ha fatto capire che il merito del recupero di Irma Testa è suo. Ora dovrebbe cercare di fare lo stesso, di ricucire lo strappo con Abbes per il bene del pugilato italiano. Va innanzitutto ricercato il dialogo, e anche Mouhiidine, che ha sempre voluto lavorare con gli allenatori che lo hanno cresciuto, i fratelli Moffa che sono i suoi zii, a qualche compromesso dovrà arrivare. Per un’occasione olimpica.
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