Sardegna

Tagli e ridimensionamento in vista per l’ospedale: l’allarme lanciato dal Comitato civico

Ghilarza

Si rischia una drastica riduzione dei servizi. A settembre una grande assemblea

Nuovo preoccupante grido d’allarme dal Comitato in difesa dell’Ospedale Delogu di Ghilarza – Raffaele Manca sulla sorte del presidio ospedaliero del Guilcer. L’allarme sulla scofrta delle  “informazioni emerse durante l’incontro con il Direttore Generale della ASL n. 5 di Oristano, Grazia Cattina”.

“Si prospetta un ridimensionamento di importanti Servizi Sanitari presenti nel Presidio Ospedaliero Delogu”, sostiene il Comitato. “Secondo quanto rappresentato, sarebbero in valutazione: il ridimensionamento della Radiologia; il ridimensionamento del Laboratorio Analisi;  la chiusura del Day Surgery; la trasformazione del Punto di Primo Intervento con limitazione dell’attività alle sole ore diurne”.

“Si tratta di prospettive che destano grande allarme nelle popolazioni del Guilcer, del Barigadu, del Montiferru e dei territori limitrofi, che da decenni individuano nell’Ospedale Delogu un Presidio fondamentale per la tutela del diritto alla salute”, si legge in una nota diffusa dal Comitato in difesa dell’Ospedale Delogu di Ghilarza – Raffaele Manca.

“Si vuole tagliare dopo aver fatto grandi investimenti”

“Tali ipotesi risultano ancora più incomprensibili alla luce degli importanti investimenti pubblici in corso, finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), destinati proprio al rafforzamento della Sanità territoriale”.

“Presso il Presidio Delogu sono infatti in fase di realizzazione gli interventi di adeguamento dell’Ospedale di Comunità, il primo realizzato in Sardegna con 20 posti letto, e della Casa della Comunità, previsti dal DM 77/2022 quale nuovo modello organizzativo dell’assistenza territoriale.  Contestualmente il presidio dispone già di una dotazione tecnologica di assoluto rilievo:  TAC a 128 strati; due apparecchi telecomandati; mammografo; ortopantomografo con tomografia; MOC; ecografi; Laboratorio Analisi; U.O. Struttura Semplice Day Surgery;  Punto di Primo Intervento/CET operante in raccordo con AREUS e con il Pronto Soccorso del San Martino”.

“Particolarmente grave”, sostiene ancora il Comitato civico, “appare l’ipotesi di ridurre il Punto di Primo Intervento, struttura che registra più di 5.000 accessi ogni anno e rappresenta il primo presidio sanitario per un vastissimo territorio interno della Sardegna.  Occorre ricordare che lo stesso Assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, nell’atto istitutivo del Centro di Emergenza Territoriale di Ghilarza, affermava che: “Lo stabilimento ospedaliero di Ghilarza come sede di CET garantisce la sua funzione attraverso la permanenza stabile del presidio medico del Punto di Primo Intervento, aperto H24 per sette giorni su sette, con affiancamento continuo dell’ambulanza medicalizzata 118; una funzione di completamento e integrazione del DEA di I livello e come tale potrà assicurare una adeguata e dignitosa risposta ai bisogni di salute, nel rispetto della qualità e dell’appropriatezza delle prestazioni e della sicurezza dei pazienti.”

” Quelle motivazioni sono oggi ancora più attuali”, prosegue la nota del Comitato. “Il DM 70/2015 stabilisce che la rete ospedaliera deve garantire equità di accesso alle cure, sicurezza e appropriatezza organizzativa.  Il DM 77/2022 individua nella Casa della Comunità e nell’Ospedale di Comunità i pilastri della nuova assistenza territoriale, prevedendo una forte integrazione con la diagnostica, i servizi territoriali, la continuità assistenziale e la rete dell’emergenza-urgenza.  Ridurre Radiologia, Laboratorio Analisi, Day Surgery e Punto di Primo Intervento significherebbe svuotare di fatto il ruolo stesso dell’Ospedale di Comunità e compromettere l’efficacia degli investimenti del PNRR. Inoltre la Regione Autonoma della Sardegna, attraverso la propria programmazione sanitaria e la rete ospedaliera regionale, ha sempre riconosciuto la necessità di garantire adeguati livelli di assistenza alle aree interne, caratterizzate da difficoltà di collegamento, dispersione territoriale e progressivo spopolamento”.

Richiesta all’Asl

Da qui precise richieste rivolte all’Asl di Oristano: il mantenimento del Punto di Primo Intervento aperto h24;  il mantenimento del Laboratorio Analisi; il mantenimento della Radiologia con l’intera dotazione tecnologica attualmente operativa;  il mantenimento e il potenziamento del Day Surgery; il pieno utilizzo delle strutture finanziate con il PNRR; la presentazione pubblica del piano organizzativo dell’Ospedale Delogu e del crono-programma dei servizi futuri; il coinvolgimento dei Sindaci, dei Consigli Comunali, delle comunità locali e delle rappresentanze del territorio in ogni decisione riguardante il Presidio”.

Nuova grande assemblea e mobilitazione  a settembre

Il Comitato in difesa dell’Ospedale Delogu di Ghilarza – Raffaele Manca  ha deciso pertanto di  promuove una grande assemblea pubblica che si terrà nella prima settimana di settembre, alla quale saranno invitati tutti i Sindaci del Guilcier e del Barigadu e i relativi Consigli Comunali;  i Consiglieri Regionali del territorio;  il Direttore Generale della ASL n. 5 di Oristano; le organizzazioni sindacali;  i rappresentanti degli altri Comitati per la difesa della Sanità Pubblica;  le Associazioni e tutti i cittadini.

“L’obiettivo dell’assemblea “, anticipano i referenti del Comitato civico, Tore Viola, Filomena Deriu, Silvio Manca, Immacolata Boeddu, Ferdinando Defrassu e Gabriella Pinna, “sarà quello di informare la popolazione, confrontarsi con le istituzioni e costruire un percorso condiviso affinché il Presidio Ospedaliero Delogu continui a rappresentare un punto di riferimento essenziale per la salute delle comunità del Centro-Sardegna.  Il Diritto alla Salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, non può essere subordinato alla sola logica dei tagli di bilancio.  L’Ospedale Delogu non deve essere progressivamente svuotato, ma valorizzato come Presidio strategico della Sanità Territoriale della Sardegna centrale”.

Sabato, 8 agosto 2026

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