Lazio

la ministra Bernini firma il tesoretto delle università statali

Aule affollate, laboratori da rinnovare e cattedre da coprire in vista dell’avvio del nuovo anno accademico.

In questo scenario di vigilia, dal Ministero dell’Università e della Ricerca arriva una boccata d’ossigeno per gli atenei statali del Lazio: la ministra Anna Maria Bernini ha firmato il decreto di distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), il canale principale con cui lo Stato assicura il funzionamento degli atenei, copre i costi degli stipendi e finanzia le attività didattiche.

La dote destinata alle università statali laziali raggiunge per il 2026 la cifra complessiva di 967,5 milioni di euro.

Un tesoretto in crescita di 4,4 milioni rispetto all’anno prima, che segna un incremento del 21,8% rispetto ai livelli del 2019, blindando il trend di rafforzamento della spesa pubblica nella formazione terziaria della regione.

La mappa delle risorse: La Sapienza regina di incassi, salgono Roma Tre e Tuscia

All’interno del sistema universitario regionale la fetta più grossa dell’assegnazione ministeriale finisce, come di consueto, alla Sapienza Università di Roma, che si conferma il gigante accademico della Capitale portando a casa oltre 555,1 milioni di euro.

A seguire nella classifica degli incassi ministeriali:

Tor Vergata: la seconda università romana ottiene un finanziamento pari a 174 milioni di euro;

Roma Tre: l’ateneo di Ostiense recepisce 138,7 milioni di euro, segnando un progresso del +2% rispetto al bilancio precedente;

Università della Tuscia (Viterbo): l’ateneo dell’Alto Lazio sale a 48,1 milioni di euro (+2,3% sul 2025);

Università di Cassino e del Lazio Meridionale: a presidio del frusinate vanno 35,8 milioni di euro;

Università “Foro Italico”: il polo dello sport e delle scienze motorie riceve 15,8 milioni di euro.

Bernini rivendica la svolta: «Non basta spendere, serve premiare la qualità»

Su scala nazionale il fondo complessivo sfonda quota 9,415 miliardi di euro, guadagnando 25,6 milioni sull’esercizio precedente e registrando un significativo +26% rispetto ai valori del 2019.

«Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università italiane e laziali – ha commentato la ministra Anna Maria Bernini –. Un impegno che si traduce in una migliore capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti. Ma non basta investire di più, serve investire meglio. La nostra linea è chiara: rendere la rete universitaria italiana attrattiva e internazionale, premiando il merito e trasformando il sapere nel motore dello sviluppo economico e sociale».

La vera novità del pacchetto 2026 risiede nelle modalità d’ingaggio per gli atenei: il MUR ha introdotto una specifica riserva di finanziamento destinata alla competizione su progetti strategici ideati dagli stessi atenei, inaugurando una stagione in cui la capacità progettuale e di attrattività scientifica peserà in modo determinante per accedere a ulteriori risorse di Stato.

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