Friuli Venezia Giulia

Caro energia, in un anno +30% per la meccanica. Confartigianato Fvg: “Governo intervenga”


Le bollette dell’energia elettrica sono schizzate in alto di oltre il 10 per cento in un solo mese per le imprese artigiane della meccanica e della lavorazione del legno in Friuli Venezia Giulia, e di quasi il 9 per cento per il settore delle acconciature. È l’allarme lanciato da Confartigianato Fvg, che fotografa una situazione sempre più critica per le piccole imprese della regione alle prese con una spirale di rincari che non accenna a fermarsi.

Un anno di aumenti insostenibili

I dati elaborati da Confartigianato Fvg parlano chiaro: nell’arco di dodici mesi, dal luglio 2025 al luglio 2026, la meccanica ha subito un aumento del 30 per cento sui costi dell’energia elettrica, il settore del legno del 34,2 per cento e quello dell’acconciatura dell’8,7 per cento. Ancora più pesante il colpo sul fronte del gas: la bolletta è aumentata del 53,2 per cento nello stesso periodo. Sono i conti che le imprese associate stanno facendo al giro di boa del 2026, cercando di delineare le prospettive per il secondo semestre dell’anno in un contesto di rincari che mette a rischio la produttività.

Gli acquisti collettivi come argine

Per fronteggiare la crisi, le imprese artigiane hanno attivato da tempo una strategia di contenimento dei costi attraverso il Caem, il Consorzio acquisti energia e multiutility, che negozia collettivamente le tariffe energetiche per 7.500 imprese associate a livello nazionale. In Friuli Venezia Giulia le aziende consorziate sono 879: 397 a Udine, 341 a Pordenone, 94 a Gorizia e 47 a Trieste. “È una realtà che è nata nel 2006 da un’idea di Confartigianato Vicenza e condivisa con Confartigianato Udine e Confartigianato Pordenone – spiega il vicepresidente del Caem e presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti –. Questo Consorzio ha consentito nel 2025 un risparmio per ciascuna azienda di 800 euro per la bolletta elettrica, cioè l’8 per cento annuo rispetto ai costi medi del mercato. Un risparmio complessivo di 717mila e 600 euro. Per quanto però possa fare il Caem – prosegue – i costi rimarranno comunque visibili in questa difficile congiuntura internazionale”.

Il sostegno della Regione e l’appello al Governo

Sul fronte istituzionale, la regione Friuli Venezia Giulia ha già messo in campo risorse proprie. “Sono costi che stiamo affrontando anche con il supporto della Regione, in virtù dello stanziamento di 14,9 milioni approvato a giugno con la legge Omnibus per l’abbattimento del caro carburante e dei costi energetici per le Pmi – afferma il segretario regionale di Confartigianato Fvg, Enrico Eva –. Importanti, inoltre i 500mila euro aggiuntivi sul bando fotovoltaico per favorire l’autonomia energetica delle imprese. Tuttavia – prosegue –, ci preoccupa un listino dell’energia e del gas che sembra non avere tregua nella corsa al rialzo”. Confartigianato Fvg chiede ora che anche il governo nazionale faccia la propria parte, destinando una quota significativa dei 14 miliardi di euro di scostamento di bilancio previsti in ambito energetico a sostegno dell’autoproduzione. “Si potenzierebbe così ulteriormente quella via che la Regione Fvg ha già intrapreso virtuosamente con proprie risorse da alcuni anni, sostenendo l’installazione degli impianti fotovoltaici e la creazione di Comunità energetiche”, conclude il segretario Eva.


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