Sardegna

Orgosolo punta su tre nuovi musei: uno nasce nella casa di Mesina

Tre nuovi musei a Orgosolo. Uno dei quali dedicato al canto “a cuncordu”, ospitato nella casa natale di Graziano Mesina, già primula rossa del banditismo sardo. Sono stati inaugurati ieri mattina, con un convegno nell’auditorium di piazza Caduti in guerra. Un progetto articolato, che è rientrato nel percorso Borghi, finanziato dal ministero della Cultura, con i fondi dl Pnrr.

Miradas

Orgosolo è stato uno dei 200 interventi portati avanti in ambito nazionale, per altrettanti milioni di euro. Oltra al museo “Sonos”, sull’antico canto dei pastori, le esposizioni “Miradas”, accolto nei vecchi locali della biblioteca, con foto simbolo della comunità (di Franco Pinna) e dei “murales”.

Radichinas

E, ancora, “Radichinas”, che ripete nelle teche uno spaccato della fauna e flora del Supramonte. Un sistema museale che ora aspetta di essere gestito, magari con l’iniziativa di sodalizi di giovani: «Abbiamo portato avanti l’intervento anche con questo obiettivo – ha rimarcato il sindaco Pasquale Mereu, durante la cerimonia inaugurale – pensando in particolare ai nostri compaesani che sono fuori per gli studi, e abbiano l’idea di rientrare a Orgosolo, per viverci e operare professionalmente».

Uno scatto di Franco Pinna (f. F. Pirisi)

La presentazione della nuova struttura culturale è stata una carrellata di voci dei protagonisti del progetto, coordinato da Paola Locci, desulese, tecnico del settore. L’ha preceduta Angelantonio Orlando, direttore generale dell’Unità di missione per il percorso Borghi: «Chiudiamo proprio ora questa fase del nostro programma – ha affermato – dove hanno avuto un ruolo centrale i comuni. Con loro e la Commissione europea – ha poi comunicato Orlando –a settembre ci rivedremo per fare il consuntivo». Locci, da parte sua, ha rimarcato l’importanza che avrà il nuovo sistema dei musei, per affermare la condizione di Orgosolo quale destinazione turistica. Prima di entrare nel merito dell’oggetto delle esposizioni: «Ci sono dentro l’ambiente naturale, le tradizioni e anche le vicende del banditismo, che nel bene e nel male hanno segnato il paese. Il tutto riprodotto – ha affermato Locci – pensando a quanto è stato scritto e raccontato su questi elementi negli ultimi 50 anni, dal film di De Seta, “Banditi a Orgosolo”, ai “murales” dell’artista-docente arrivato dalla Toscana, Francesco Del Casino. Da cui “Miradas” – ha aggiunto – ossia gli sguardi da rivivere nelle esposizioni». Agli allestimento ha contribuito il Museo egizio di Torino, rappresentato ieri a Orgosolo da Sara Menato. Altra consulenza di prestigio quella dell’Istituto europeo di design. Tra gli esperti coinvolti l’etnomusicologo Sebastiano Pilosu (per la parte del canto), l’architetto Roberto Virdis. E, ancora, Lorenzo Ongaro, sceneggiatore, e la “graphic designer” Sabrina Era. Presentati fa Vincenzo Cascone, che ha fatto sintesi di quanto realizzato nel comune barbaricino. Per i tre musei Orgosolo ha ottenuto un milione e 600mila euro. Un altro milione permetterà la nascita di 13 nuove attività d’impresa, legate del settore del turismo, su cui la comunità continua a convogliare forze e prospettive di sviluppo.


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