Lazio

sul tavolo incentivi ai tassisti

A Roma muoversi può diventare un ostacolo ancora più difficile da superare quando si convive con una disabilità.

Non soltanto per il traffico, le distanze o le barriere architettoniche, ma per un sistema di trasporto dedicato che oggi mostra crepe profonde. Da una parte le famiglie, esasperate da attese infinite, corse che saltano e vetture introvabili.

Dall’altra i tassisti, che denunciano un servizio economicamente insostenibile e sempre più difficile da garantire. Nel mezzo, il Campidoglio prova a evitare che il sistema collassi definitivamente.

Una situazione ormai diventata emergenziale e affrontata ieri nel corso di un incontro convocato dall’assessorato capitolino alla Mobilità insieme alle principali sigle del settore taxi e ai rappresentanti istituzionali coinvolti nella gestione del servizio.

Il confronto, al quale hanno preso parte anche la consigliera comunale Elisabetta Lancellotti e il presidente della Commissione Consultiva, ha acceso i riflettori su un sistema che negli ultimi anni è stato profondamente trasformato.

Roma, infatti, ha progressivamente abbandonato il modello del trasporto collettivo con pulmini dedicati e personale specializzato, scegliendo di puntare quasi esclusivamente sul servizio individuale tramite voucher e taxi collegati alla piattaforma Stid.

Una scelta che ha prodotto un incremento enorme delle richieste. Secondo quanto emerso durante il tavolo tecnico, il numero degli utenti inseriti nelle graduatorie comunali sarebbe cresciuto in modo esponenziale nell’ultimo anno, costringendo il Campidoglio a incrementare sensibilmente le risorse economiche destinate al servizio, con uno stanziamento complessivo che sfiora i 9 milioni di euro.

Ma l’aumento della domanda ha fatto emergere limiti strutturali che oggi pesano soprattutto sulle famiglie. Per molte persone con disabilità cognitive, ad esempio, il continuo cambio di conducente rappresenta un problema concreto nella gestione della quotidianità.

A questo si aggiunge la difficoltà nel reperire mezzi adeguati per chi utilizza una carrozzina: le auto dotate di pedana restano infatti una percentuale minima rispetto all’intero parco taxi cittadino.

Il risultato è un servizio spesso discontinuo, con lunghe attese e corse che, in diversi casi, vengono rifiutate dagli operatori perché considerate economicamente poco sostenibili.

immagine di repertorio

Ed è proprio questo il punto su cui insistono i rappresentanti della categoria. I tassisti spiegano che molte tratte, soprattutto quelle dirette nelle periferie oltre il Grande Raccordo Anulare, comportano costi elevati e tempi lunghi non compensati dalle attuali tariffe. Una criticità che rischia di allontanare ulteriormente gli operatori dal servizio sociale.

Per tentare di superare l’impasse, durante la riunione è stata avanzata la proposta di introdurre un’indennità aggiuntiva a carico del Comune, destinata a coprire le percorrenze effettuate a vuoto per raggiungere gli utenti nelle aree più lontane della città.

Una misura che dovrebbe incentivare i conducenti ad accettare le chiamate legate al trasporto delle persone fragili.

Sul tavolo anche altre ipotesi di intervento: corsi di formazione specifici per gli autisti impegnati nell’assistenza ai passeggeri con disabilità, un rafforzamento delle tutele assicurative e una maggiore integrazione tra il sistema Stid e il centralino comunale Chiama Taxi.

Resta aperta, infine, la questione tariffaria. L’idea allo studio è collegare il costo del servizio dedicato agli aggiornamenti delle normali tariffe taxi, così da adeguarlo automaticamente all’andamento dell’inflazione.

Un passaggio che, però, non potrà essere affrontato prima della fine dell’anno, quando scadranno i vincoli previsti dall’attuale regolamentazione.

Nel frattempo, famiglie e operatori attendono risposte concrete. Perché il rischio, sempre più evidente, è che un servizio essenziale per la mobilità delle persone più fragili continui a muoversi in equilibrio precario, stretto tra esigenze sociali crescenti e sostenibilità economica sempre più difficile da garantire.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »