Trentino Alto Adige/Suedtirol

Inchiesta rifiuti in Alto Adige: Angelucci in carcere, Ruffini indagato – Cronaca



BOLZANO.  Sono Giulio Angelucci e Flavio Ruffini i due dirigenti dell’Agenzia provinciale per l’ambiente dell’Alto Adige coinvolti nella maxi inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura di Trento. Angelucci, direttore dell’ufficio gestione rifiuti dell’Apa, è stato raggiunto da una misura cautelare in carcere, mentre Ruffini, direttore dell’Agenzia, risulta indagato.

I loro nomi emergono ora nell’ambito dell’indagine che nelle scorse ore ha portato a 12 arresti e coinvolge complessivamente 19 persone tra imprenditori, manager e figure che, secondo gli investigatori, avrebbero avuto un ruolo nel presunto sistema illecito. Secondo l’ipotesi della Procura, i due funzionari avrebbero coperto il traffico di rifiuti contestato dagli inquirenti. Si tratta di accuse che restano al momento ipotesi investigative e che dovranno essere valutate nel corso dell’iter giudiziario.

L’inchiesta, avviata nel 2022 dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Trento, ruota attorno a una presunta rete internazionale che avrebbe trasformato ceneri derivanti da impianti di pirogassificazione in prodotti presentati come materiali ecologici, tra cui bricchette per barbecue, fertilizzanti per terreni agricoli, additivi per il settore edilizio e crediti di CO₂.

Al centro dell’attività investigativa figurano in particolare gli impianti di Lasa, oggi sotto amministrazione controllata, e di Versciaco, non più attivo. Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori degli indagati, che potranno fornire la propria versione dei fatti davanti ai magistrati.




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