Sardegna

SP 43 tra Macomer e il Montiferru: da strada della vergogna a trappola mortale

#MACOMER – Se già nei mesi scorsi la Strada Provinciale 43, l’arteria fondamentale che collega il polo di Macomer con i centri di Scano Montiferro e Santu Lussurgiu, era stata definita senza mezzi termini “la strada della vergogna”, oggi la situazione appare ulteriormente degenerata. Il tempo è passato, ma non sono arrivati interventi concreti, nemmeno di rattoppo provvisorio: al contrario, il degrado del manto stradale si è sempre più deteriorato, trasformando un’arteria fondamentale in una trappola sempre più insidiosa.
Le buche – già numerose – sono aumentate sia in quantità sia in profondità, complice anche il consistente passaggio di mezzi pesanti, come camion e tir, automezzi militari della vicina caserma, e bus di linea per il trasporto pubblico locale.
In diversi tratti, soprattutto lungo una delle curve più impegnative, come quella al km 3, si aprono vere e proprie voragini che costringono gli automobilisti manovre improvvise e pericolose dell’ultimo minuto, come le invasioni di corsia. A rendere il quadro ancora più critico è l’assenza quasi totale di segnaletica di pericolo: nessun cartello che avvisi del rischio imminente, nessuna indicazione preventiva nei punti più danneggiati.
Un dettaglio, tutt’altro che secondario, racconta meglio di ogni descrizione lo stato della strada: le banchine sono disseminate di frammenti di cerchi e copricerchi di automobile, testimonianza concreta degli danni subiti dai veicoli in oltre un decennio di incuria. Segni tangibili di un problema quotidiano che non riguarda più solo il disagio, ma la sicurezza.

Alcune immagini della Strada Provinciale 43 

E ora arriva l’estate? Con l’inizio della stagione turistica il traffico è destinato ad aumentare sensibilmente, in particolare quello dei motociclisti, attratti dalle strade panoramiche del Montiferru. E proprio per loro, la SP 43 rappresenta un rischio elevatissimo: una buca improvvisa in curva, magari affrontata a velocità sostenuta, può trasformarsi in una caduta rovinosa, con conseguenze che è facile immaginare.
Il paradosso è evidente: mentre si continua a parlare di fondi stanziati e interventi programmati, la realtà quotidiana è quella di una strada sempre più deteriorata, dove anche un semplice rattoppo – seppur temporaneo – potrebbe fare la differenza nei punti più critici. Ma anche questi interventi minimi tardano ad arrivare.

Il consigliere provinciale Franco Solinas (foto S.Novellu)

Il consigliere provinciale Franco Solinas

A febbraio la Provincia di Nuoro aveva annunciato un piano di investimenti per la manutenzione straordinaria della rete viaria, includendo la SP 43 tra le priorità. Oggi, 21 marzo, il consigliere delegato alla viabilità della Provincia, Franco Solinas ha annunciato che proprio in queste ore stanno partendo i lavori, a livello provinciale, per il cosiddetto “Piano buche“, un investimento preliminare di ripristino delle maggiori criticità, come quella in questione, in attesa di mettere in campo l’intervento da oltre 3,2 milioni di euro che mira a restituire dignità a circa 100 chilometri di asfalto nel territorio. “Abbiamo accelerato tutte le fasi che sono di nostra competenza – spiega Solinas – , da quelle di progettazione a quelle di autorizzazione, ma in pochi mesi non possiamo supplire a oltre un decennio di abbandono”. Per quanto riguarda specificamente la strada provinciale 43, infine, Solinas ha precisato che “è attualmente in corso la gara d’appalto per il rifacimento integrale del tratto di 7 chilometri verso il limite provinciale di Oristano, il cui iter burocratico dovrebbe chiudersi entro la fine di aprile”.

Tuttavia, mentre la macchina amministrativa finalmente sembra procedere, i cittadini e i visitatori si trovano ancora a percorrere una via che non garantisce gli standard minimi di sicurezza. Il rischio è che l’inerzia del passato trasformi una situazione già critica in una tragedia annunciata, proprio ora che il traffico estivo mette a nudo tutta la fragilità di un’arteria abbandonata per troppo tempo. Perché se finora si sono contati danni a pneumatici e sospensioni, con l’aumento del traffico estivo il prezzo da pagare potrebbe diventare molto più alto.


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