Dl Bollette: “Pmi italiane rischiano di pagare il conto”

Le misure del DL Bollette rischiano di produrre effetti distorsivi sul mercato e penalizzare gli operatori corretti. È questo l’allarme lanciato da Arte, associazione reseller e trader dell’energia, dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.
L’associazione, che rappresenta circa 200 piccole e medie imprese attive nella vendita di energia elettrica e gas, evidenzia una serie di criticità legate all’impianto del provvedimento. Sul tema della trasparenza dei margini, Arte sottolinea come le società di vendita operino con marginalità estremamente contenute, con un Ebitda medio intorno al 5,5%, che spesso non tiene conto del rischio credito e degli insoluti. Una rappresentazione non corretta di questi dati rischia di generare una percezione fuorviante del settore, finendo per assimilare realtà profondamente diverse come produzione e vendita.
Per quanto riguarda il teleselling, l’introduzione di un divieto generalizzato potrebbe avere effetti eccessivamente penalizzanti. Pur condividendo l’esigenza di contrastare le pratiche scorrette, Arte evidenzia la necessità di interventi selettivi e proporzionati, in grado di colpire i comportamenti illeciti senza limitare indiscriminatamente un canale commerciale legittimo, particolarmente rilevante per le Pmi.
“Condividiamo l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori, ma è fondamentale che gli interventi tengano conto delle differenze tra i vari operatori del mercato. Le imprese della vendita operano con margini e modelli di business diversi rispetto ai produttori e Tso/Dso. Inoltre, il rischio del mancato incasso resta solo in capo ai venditori. Un approccio non differenziato rischia di compromettere l’equilibrio del settore”, ha dichiarato Diego Pellegrino, portavoce di Art.
Ulteriori forti perplessità riguardano il cosiddetto contributo volontario che, pur formalmente facoltativo, rischia di tradursi in un fattore anticompetitivo implicito, perché premia chi non è stato efficiente sul mercato a discapito di chi lo “sconto” lo ha già riconosciuto a monte nella tariffa applicata.
Infine, Arte richiama l’attenzione sulla nozione di “adeguatezza” delle offerte commerciali, che in assenza di criteri chiari e oggettivi potrebbe aprire la strada a valutazioni discrezionali ex post, difficilmente compatibili con i principi del mercato libero e con la libertà di scelta del consumatore.
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