Social, il Governo congela l’età minima? Urso smentisce: “Nessun blocco, ma attesa per le regole Ue”

“Non c’è nessun rallentamento né arresto dell’iter”. Parola del ministro Adolfo Urso, che oggi alla Camera ha rassicurato sul destino della proposta di legge per l’introduzione di un’età minima di accesso ai social network.
Il provvedimento, frutto di un lavoro bipartisan tra maggioranza e opposizione, “può e deve essere approvato entro la fine della legislatura”, ha scandito il titolare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy rispondendo al Question Time alla Camera.
Un’operazione trasparenza quella del ministro, chiamato a fare chiarezza sugli intendimenti del Governo dopo alcune voci di un possibile blocco. “Siamo consapevoli dell’importanza del provvedimento parlamentare che è stato presentato e lo seguiamo con grande attenzione“, ha dichiarato Urso, sottolineando come il testo contenga “disposizioni capaci di garantire un’effettiva protezione dei minori ed evitare facili elusioni”.
L’ostacolo si chiama Bruxelles. Nel 2026 la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha istituito un panel speciale di esperti incaricati di sviluppare un approccio pratico ed efficace a livello europeo per la sicurezza dei minori online. A luglio i co-Presidenti del panel hanno presentato la relazione finale, che evidenzia i problemi principali affrontati dai minori in rete e fornisce raccomandazioni su protezione, responsabilizzazione e uso dei social media adeguato all’età. Dopo l’estate, von der Leyen ha annunciato, è attesa un’iniziativa regolatoria europea.
Proprio questo timing impone al Governo un’attività di approfondimento. “Quella sarà un’occasione per riflettere e ponderare in modo da coordinare al meglio le iniziative regolatorie europee”, ha spiegato Urso, “e dare alle stesse la massima espansione ed efficacia in un approccio nazionale il più possibile organico”. La sintonia con la Commissione europea diventa dunque condizione necessaria: “Dobbiamo farlo in sintonia con la Commissione europea per non fare un percorso che poi ci venga smentito dal quadro regolatorio europeo”.
Dietro le parole del ministro si intravede un tema più ampio. La tutela dei minori non si esaurisce in un limite anagrafico. Servono sistemi di verifica efficaci, percorsi di alfabetizzazione digitale, responsabilizzazione delle piattaforme e sostegno alle famiglie. Un approccio complessivo e organico che l’Italia intende costruire in dialogo con l’Europa, senza anticipare mosse che potrebbero rivelarsi inutili o peggio controproducenti.
La Camera dei Deputati resta comunque il palcoscenico principale. I lavori sono già iniziati e il clima di collaborazione tra maggioranza e opposizione, secondo Urso, potrebbe rappresentare “un modello anche in altri contesti”. Il messaggio è chiaro: la legge sull’età minima si farà, ma Bruxelles detta il passo.
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