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Sono tornata sulla nave Napoli-Capri: 1,60 per una bottiglietta e sovrattassa bagagli, vergogna!

Nave Veloce Caremar, Capri-Napoli. Sì, proprio quella di cui ho parlato l’anno scorso sul blog denunciando scarse condizioni igieniche. Quest’anno sono più pulite ma manca la carta igienica. Vabbè, non si può avere tutto. Una bottiglietta d’acqua minerale invece costa 1.60€. La stessa di Aldo, il salumiere più onesto dell’isola che da 70 anni fa panini alla caprese mitici (dietro il bancone ci sono tre generazioni che lavorano e sudano), che la fa pagare 80 centesimi, il giusto prezzo. Cosa vuol dire? Che Aldo su quella bottiglia applica un rincaro da minimo sindacale, compreso il trasporto dalla terraferma. Il signor Gianluigi Aponte, di origine sorrentina, residente in Svizzera, invece è il più ricco armatore al mondo, insieme alla moglie Rafaela Aponte-Diamant, il loro patrimonio ammonta a circa 90 miliardi di dollari. Secondo le stime di Forbes, ciascuno dei coniugi, entrambi self made, possiede individualmente una fortuna stimata intorno ai 44,5 miliardi di dollari, posizionandosi tra le persone più facoltose al mondo. Origine della ricchezza: il colosso del trasporto marittimo e della logistica Mediterranean Shipping Company (MSC), fondato dalla coppia nel 1970.

Mi informa l’AI che quest’anno ci sono stati pure rincari sui collegamenti con le isole: l’ultimo ritocchino per aliscafi e traghetti nel Golfo di Napoli (mi riferisco alle compagnie attive nell’area come quelle riconducibili al gruppo Aponte/SNAV) è stata approvato a luglio 2026, un incremento pari al 5,8% rispetto alle tariffe precedenti. Ragazzi, direbbe Bersani alla sua maniera, è tanta roba! Ragazzi, ditemi voi, c’era proprio bisogno di lucrare anche sull’acqua facendola pagare il doppio di quella che la fa pagare il mio Aldo?

Sull’isola azzurra si parla di A.A., la Capri Ante Aponte, una sorta di ambassador ad honorem del distrutturismo. Ha sostituito negli ultimi anni aliscafi da 200 posti con mostri da 650 posti (ci sono una decina, anche di più corse, solo tra Napoli e Capri). Governo e Regione, sempre pronti a mettersi ad angolo retto con i potenti, gli hanno concesso tutto.

Una piccola precisazione: nel luglio 2015 SNAV/Rifim, che fa capo ad Aponte, acquisiva Caremar che gestisce le rotte di servizio pubblico per le isole del Golfo di Napoli.
Significa che la Regione Campania paga un corrispettivo annuo a Caremar per garantire corse minime anche in bassa stagione per “continuità territoriale”. Cioè Aponte incassa il corrispettivo regionale e contemporaneamente gestisce SNAV in libero mercato sulla stessa rotta. Due regimi diversi, stesso armatore. Stesso portafoglio. E siccome piove sempre sul bagnato: l’armatore Aponte da quest’anno sui suoi aliscafi fa pagare una sovrattassa di 5 euro per bagaglio (anche un trolley di quelli ammessi senza extra charge sulle compagnie low cost). Secondo le sue gentile assistente di viaggio, se il trolley non entra nel misuratore dove ci stanno a malapena tre scatole di scarpe in fila, bisogna versare l’obolo. Chiedo di nuovo l’assistenza ad AI che mi informa che la sovrattassa si chiede solo in caso di bagagli molto, molto ingombranti. Antitrust per la tutela dei diritti dei consumatori, se ci sei batti un colpo!

Per non farsi mancare proprio nulla, negli anni il reuccio Mida/Aponte ha siglato un contratto di servizio pubblico anche con la Regione Lazio.

Rimane alla narrazione una romantica curiosità. Agli inizi di carriera, già promosso comandante di traghetti tra Napoli e Capri (e sotto una volta stellata sognava, un giorno tutto questo sarà mio) Aponte conobbe Rafaela Diamant, figlia di un banchiere svizzero, che in seguito mio capitano, mio capitano convinse a trasferirsi a Ginevra. E lì hanno fatto due cuori, una barca e un impero. E gli sconti fiscali? Ma va’ non ci voglio credere.

P.S. Proprio ieri leggevo: gli italiani più ricchi pagano molte meno tasse del ceto medio. Uno studio di Sant’Anna e Bicocca rileva che in Italia lo 0.1 per cento versa un’aliquota del 32,6%, contro il 45%del ceto medio. Per questo preferisco tenermi la sete e sciogliermi al caldo che far arricchire gli Apontini. Non vedo nessuno invece scioglierei di vergogna!

L’articolo Sono tornata sulla nave Napoli-Capri: 1,60 per una bottiglietta e sovrattassa bagagli, vergogna! proviene da Il Fatto Quotidiano.


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