Sì al blocco delle assunzioni in Sicilia fino al 2027, l’Ars in mano a Pd e 5 Stelle
È stata approvata la norma, proposta dal Pd, che blocca le assunzioni nella galassia degli enti regionali fino alle prossime elezioni, nel 2027. Uno stop che il governo non è riuscito a evitare malgrado la maggioranza possa contare, ormai solo sulla carta, su 44 voti. E ciò ha provocato il disperato appello degli assessori all’opposizione per cercare di mitigare l’impatto amministrativo della norma. Una scena di manifesta debolezza che ha irritato Fratelli d’Italia: per il capogruppo Giorgio Assenza «non ci si può fare dettare l’agenda dall’opposizione, altrimenti meglio andare a casa».
È il termometro di un centrodestra in frantumi, colpito anche ieri dai franchi tiratori e perfino dalla presa di distanza pubblica dell’Mpa-Grande Sicilia che con Roberto Di Mauro ha annunciato il voto favorevole alla norma sul blocco delle assunzioni. Irritando ancora di più Fratelli d’Italia: «Non ci si può sedere al governo durante il rimpasto e poi fare così…».
La norma sul blocco delle assunzioni è quella di maggiore impatto politico. Ritoccata più volte per effetto di un dialogo dietro le quinte fra il governo e lo stesso Cracolici. La versione approvata prevede «il divieto di avviare o procedere ad assunzioni con qualsiasi tipologia di contratto, anche forme di apprendistato e flessibili». Dal divieto sono state escluse solo le stabilizzazioni e le procedure di mobilità già avviate. E ovviamente sono escluse le assunzioni nella sanità e le chiamate degli stagionali per il servizio forestale. Salve pure le assunzioni nei teatri ed enti lirici, per prassi flessibili e legate ad eventi. «La norma sul blocco non riguarderà i lavoratori ex Pip e gli ex Keller», precisa Marianna Caronia, deputato regionale di Noi Moderati all’Ars.
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