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Forza Horizon 6 Recensione: il miglior racing arcade di sempre, ora in Giappone!




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Recensione Forza Horizon 6

Forza Horizon 5 sembrava il punto d’arrivo definitivo per i racing arcade. Lo era per molti, moltissimi punti di vista. Un gioco enorme, rifinito, tecnicamente impressionante, spinto da un modello di guida che ancora oggi resta semplicemente il migliore del genere. Il problema, semmai, era un altro: per quanto straordinaria fosse l’offerta, era anche inevitabilmente derivativa, costruita sulla base del già eccezionale quarto capitolo. E quindi la domanda che ci siamo fatti è: adesso cosa si fa? Cosa fanno con il sesto? Be’, si porta Forza Horizon in Giappone. E quindi tutti felici, tutti contenti, perché era proprio il territorio che tutti chiedevano da anni ormai. Ma dopo l’entusiasmo, la mente si acquieta e giungono le domande: “ma non è che fanno Forza Horizon 5 ambientato in Giappone, e basta?“. Ecco, parliamone.

Scheda videogioco

  • Publisher
    Xbox Game Studios
  • Sviluppatore
    Playground Games
  • Genere
    Corse
  • Numero giocatori
    1 (Locale) | Online
  • Lingua
    Doppiato in italiano
  • Disponibile su

Il Giappone è bello, ma balla?

La prima considerazione da fare su Forza Horizon 6 riguarda proprio il Giappone. Perché ormai abbiamo capito benissimo che Playground Games ha delle capacità tecniche fuori scala quando si tratta di ricreare luoghi naturali reali nei videogiochi. Però questa cosa non va data automaticamente per scontata.

È un po’ il discorso degli effetti speciali nei blockbuster hollywoodiani, no? Non basta avere il budget per fare qualcosa di straordinario. Altrimenti tutti i film con milioni di dollari avrebbero effetti speciali impeccabili, e sappiamo benissimo che non è così (qualcuno ha detto The Flash? O Black Panther? O, peggio ancora, Cats?).

Partiamo da un presupposto, cioè che il Giappone realizzato da Playground Games è l’ambientazione più varia che la serie abbia mai avuto. Gli sviluppatori parlano di una mappa cinque volte più densa rispetto a quella del capitolo precedente: noi ovviamente non ci siamo messi a misurare chilometro per chilometro, ma quello che possiamo dire è che la varietà si percepisce continuamente.

Da una parte c’è tutto il lato naturale: foreste, montagne innevate, strade di montagna perfette per il drifting, tratti sterrati, il ritorno delle stagioni. Ogni zona ha una propria identità visiva molto marcata. Dall’altra parte, però, c’è anche la città, dove si vede chiaramente che Playground Games ha voluto fare qualcosa di diverso rispetto al passato, proprio per dare valore a Tokyo. Ci sono quartieri iconici, enormi distese di neon, torri illuminate, incroci giganteschi, insegne ovunque e persino una stazione radio interamente dedicata al J-pop che contribuisce tantissimo all’atmosfera.

Non ci sentiamo però di dire che il Giappone è tradotto fedelmente, proprio perché il limite della simulazione si nota. Soprattutto nelle aree urbane più dense, è strano vedere alcune zone praticamente vuote. Del resto Tokyo, nell’immaginario collettivo ma anche nella realtà, è caos, folla e traffico. Qui invece ci sono momenti in cui l’impatto visivo è incredibile, ma manca quella sensazione di città realmente viva.

In certi punti sembra quasi un gigantesco set perfetto, più che una metropoli abitata.

Ed è inevitabile fare un paragone con serie come Yakuza – Like A Dragon (maestra in tal senso), dove la scala è molto più contenuta, sia chiaro, ma la percezione della vita urbana è fortissima. Di sicuro Forza Horizon 6 la città funziona soprattutto come scenario spettacolare per le corse, e quando lo interiorizzi riesci anche a contestualizzare meglio questa scelta. I tifosi a bordo strada ci sono, alcune aree sono più animate, però quella sensazione di estraneazione ogni tanto rimane.

Tolto questo, dal punto di vista tecnico c’è davvero poco da criticare. Forza Horizon 6 è uno dei giochi graficamente più impressionanti disponibili oggi, e non soltanto nel panorama dei racing game. Gli scenari naturali sono spettacolari, ed il merito va anche e soprattutto all’orizzonte, che ha una profondità tale da darti un respiro che ti immerge nel piacere di guidare. E poi il livello di dettaglio delle auto è eccezionale, si vedono tutti quei piccoli miglioramenti che magari nota soprattutto chi ha passato centinaia di ore su Forza Horizon 5: le animazioni delle mani sul volante sono più complete, gli interni delle auto sono ancora più dettagliati, persino i modelli delle vetture meno prestigiose hanno ricevuto una cura superiore rispetto al passato.

Per la cronaca, abbiamo parlato più nel dettaglio del comparto tecnico nella nostra analisi tecnica.

Il parco auto poi è estremamente ricco (siamo sui circa 600 bolidi) e vario, chiaramente con una forte influenza delle scuderie nipponiche (i fan delle Nissan Skyline, Toyota Supra e Mitsubishi Lancer godranno e non poco), come era giusto aspettarsi. Ci sono moltissime nuove opzioni di personalizzazione, sia estetiche, sia legate alla messa a punto delle vetture. Per dire, gli splitter e gli alettoni non sono più standard per tutte le auto, ma sono modellati specificamente per ogni modello, e si possono pure verniciare, con pure un miglioramento dell’editor. In più, ora è possibile montare cerchi diversi tra l’asse anteriore e quello posteriore, e ce ne sono moltissimi di nuovi.

Ma la cosa più importante è che tutto questo viene sorretto da un gameplay che, ancora una volta, è la perfezione nel suo genere.

Forza Horizon 6 prende quella formula arcade che Playground aveva già praticamente perfezionato e la rende ancora più accessibile. Spunta persino una rinnovata guida automatica, utilizzabile sia nell’open world, sia durante alcune gare. Potrebbe sembrare una scelta assurda per un gioco di guida, ma in realtà è semplicemente la conferma della direzione presa dalla serie: Forza Horizon vuole accogliere chiunque.

Chi vuole farsi un giretto, una corsa ogni tanto senza stress, chi vuole modificare auto per ore, buttarsi nel competitivo o desidera solo esplorare il Giappone virtuale ascoltando musica J-pop mentre attraversa Tokyo di notte. Forza Horizon 6 vuole essere per tutti, vuole essere capace di adattarsi praticamente a qualsiasi tipo di giocatore. E allora cos’è che non è andato nel verso giusto?

Per il biglietto, scelgo l’economy

Per capire davvero Forza Horizon 6 bisogna parlare della sua progressione, che questa volta è stata divisa in due rami distinti.

Da una parte ci sono i braccialetti, una novità per la serie moderna, ma in realtà anche un recupero delle origini del franchise.

Completando gli eventi principali (gare su strada, circuiti, sterrato e così via) si ottengono punti utili a sbloccare gli eventi Horizon Rush. Una volta completati questi eventi speciali si ottiene il braccialetto del livello successivo, che apre nuove competizioni.

Dall’altra parte c’è invece l’esplorazione del Giappone. Qui rientrano le attività secondarie, le storie collaterali e i collezionabili a tema nipponico (come gli edamame, i gyoza e così via) sparsi per la mappa. Portare a termine queste attività vi permette di riempire una seconda barra esperienza con cui ottenere indizi per sbloccare i cosiddetti “gioielli dimenticati”, ovvero le classiche auto rare e d’epoca che da sempre rappresentano uno degli elementi più iconici di Forza Horizon.

Sulla carta, l’idea è molto interessante. Da un lato si recupera la struttura più classica della progressione con i braccialetti, dall’altro si valorizza il Giappone come luogo da vivere ed esplorare.

Ed è proprio in questa seconda parte che si trovano alcune delle novità dell’offerta.

Le touge battle, ad esempio, sono probabilmente tra le attività più affascinanti dell’intera esperienza, cioè delle gare tra drifting e velocità sui passi montani, chiaramente ispirate a Initial D e a tutta la cultura automobilistica giapponese. Il problema è che questa divisione, alla prova dei fatti, non funziona fino in fondo.

Gli eventi legati ai braccialetti sono molto tradizionali, la classica gara da punto A a punto B domina praticamente tutta la progressione principale. È un peccato, perché con un’ambientazione come il Giappone ci aspettavamo un po’ più di coraggio creativo, qualcosa che giocasse maggiormente pure con lo spirito stesso di Forza Horizon.

Anche il tentativo di rallentare la progressione e dare più spazio alle auto meno potenti convince solo a metà. In teoria il sistema dei bracciali vorrebbe accompagnare gradualmente il giocatore verso le supercar, ma in pratica le gare dedicate alle classi inferiori sono relativamente poche e il focus torna abbastanza rapidamente sui veicoli più performanti.

Sì, il gioco permette di riaffrontare gli eventi con classi differenti, ma non incentiva davvero a farlo. Le ricompense sono piuttosto basse e alla lunga ci siamo ritrovati a ripetere attività già viste o le classiche sfide sparse per la mappa (autovelox, salti dalle rampe e zone velocità) semplicemente per accumulare i (troppi) punti necessari a ottenere l’ultimo dei sette braccialetti. Unire la progressione braccialetti e esplorazione del Giappone in un’unica barra di progressione avrebbe lasciato al giocatore la scelta di affrontare ciò che desidera, e nel mentre progredire.

È così che nel percorso verso il completamento vi segue una costante sensazione di deja-vù, alternata a dei momenti pregni di guizzo creativo. Per esempio, in uno degli eventi Horizon Rush vi ritroverete a gareggiare contro un gigantesco mech, ed è uno di quei momenti in cui capisci immediatamente che Playground Games avrebbe potuto osare molto di più.

È un evento breve, sia chiaro, ma che vi rimarrà impresso, e lascia addosso quella sensazione di “perché non ci sono più idee così?”.

Dopo circa quaranta ore di gioco, la sensazione finale è stata proprio questa, cioè che molte delle emozioni che Forza Horizon 6 riesce a trasmettere le avevamo già vissute in Forza Horizon 5. Altre saghe, come The Crew, hanno provato almeno a diversificare maggiormente le tipologie di esperienza e i veicoli utilizzabili. Forza Horizon 6 invece preferisce rifinire ulteriormente la formula già ottima, ma non si spinge troppo oltre.

Vivere il piacere di guidare

Nel calderone Playground Games ci ha messo un po’ di tutto, ed è giusto precisarlo. Ci sono missioni collaterali costruite quasi come piccoli viaggi guidati, dove il gioco racconta luoghi, tradizioni e particolarità del territorio giapponese.

Fanno capolino anche le consegne di cibo, chiaramente ispirate all’immaginario di Initial D, dove bisogna attraversare la città nel minor tempo possibile.

Anche qui, però, tutto viene gestito in maniera molto scolastica: si va da un punto A a un punto B, si accumulano crediti, ma manca quel guizzo capace di trasformare davvero queste attività in qualcosa di memorabile.

Paradossalmente, alcune delle attività più riuscite sono le più semplici, cioè girare liberamente per il Giappone virtuale, fermarsi davanti ai templi, esplorare le strade di montagna o semplicemente scattare fotografie agli scorci più belli.

Ci sono poi alcune novità interessanti legate alla componente social e online. Sono stati introdotti dei veri e propri ritrovi e parcheggi più strutturati dove i giocatori possono esporre le proprie auto e osservare quelle degli altri utenti, quasi come piccoli raduni automobilistici virtuali. E si aggiungono pure le tenute con annessi garage personalizzabili in lungo ed in largo, con tanto di editor manco fosse un piccolo The Sims in miniatura.

Inoltre, esplorando la mappa, è possibile trovare vetture già elaborate e messe a punto da altri giocatori, acquistabili direttamente a prezzo scontato se quella configurazione vi convince.

Naturalmente torna tutta la componente online con matchmaking, gare di accelerazione, prove a tempo, eventi cooperativi e attività di gruppo dove bisogna collaborare per raggiungere obiettivi comuni, come accumulare punti derapata o raggiungere determinate velocità complessive. Insomma, arrivati fin qui l’avrete già capito, Forza Horizon 6 è un gioco che vuole davvero divertire chiunque. Vuole coinvolgere la community, dare continuamente qualcosa da fare, permettere a ogni giocatore di trovare il proprio modo di vivere il festival.

Piccola nota a margine, questa volta il doppiaggio in italiano è già incluso. Nel quinto capitolo abbiamo dovuto aspettare un po’ prima di averlo.

Prezzo

Forza Horizon 6 sarà disponibile dal 19 maggio 2026 su PC e Xbox Series X|S al prezzo di partenza di 69,99€. Chi acquisterà la Premium Edition potrà accedere con quattro giorni di anticipo, a partire dal 15 maggio.

La Deluxe Edition viene proposta a 99,99€, mentre la Premium Edition costa 119,99€.

Il gioco è incluso anche all’interno di Xbox Game Pass e, inoltre, è compatibile con Steam Deck: l’abbiamo provato direttamente sulla piattaforma portatile di Valve e il risultato è stato decisamente positivo, con una resa stabile a 720p e 30 fps.

Come da tradizione per la serie, però, la Standard Edition non include né il Car Pass né la VIP Membership, che permette di ottenere ricompense raddoppiate durante le attività di gioco. È una scelta che continua a far storcere un po’ il naso, soprattutto considerando il vantaggio concreto che offre nella progressione, ma allo stesso tempo fa parte di quella struttura contenutistica enorme che da anni accompagna Forza Horizon e il suo modello di supporto post-lancio.

Riportiamo poi che il gioco sarà rilasciato prossimamente anche su PS5, in teoria entro la fine dell’anno.

Il codice digitale per questa recensione è stato fornito da Microsoft, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Forza Horizon 6

Forza Horizon 6 è, ancora una volta, il miglior racing arcade sul mercato. Non c’è nulla di meglio al momento, questo è poco ma sicuro. Il gameplay è eccezionale, il modello di guida continua a essere praticamente perfetto nel suo equilibrio tra accessibilità e profondità, e la varietà dei tracciati è enorme. Ma proprio perché il trono è suo da un pezzo, ormai alla serie serve qualcosa in più. C’è chi si farà andare bene anche solo il Giappone, con la sua Tokyo, i monti innevati e le splendide distese naturali. E c’è chi sentirà di volere un po’ di più dagli eventi, qualcosa di più strutturato, che possa essere considerata una novità. E il risultato è che quell’effetto derivativo che iniziava già a intravedersi nel quinto capitolo qui diventa ancora più evidente, soprattutto se arrivate da centinaia di ore passate su Forza Horizon 5. Questo non toglie nulla alla qualità del gioco: è enorme, rifinito, tecnicamente impressionante e incredibilmente divertente. Ma proprio perché il livello è così alto, oggi da Forza Horizon ci si aspetta anche il coraggio di sorprendere ancora una volta.

Voto finale

Forza Horizon 6

Pro

  • Visivamente spacca mascella
  • Gameplay arcade praticamente perfetto
  • Il Giappone offre una grande varietà di circuiti
  • Notevole quantità di auto, tutte personalizzabili

Contro

  • Struttura degli eventi troppo derivativa
  • Tokyo a tratti troppo vuota e poco viva
  • Il gioco osa meno di quanto l’ambientazione avrebbe permesso

Giorgio Palmieri

Giorgio Palmieri
Da oltre dieci anni nel network di SmartWorld, ho iniziato il mio viaggio con AndroidWorld recensendo videogiochi mobile, con un occhio di riguardo per le perle nascoste negli angoli più reconditi dei negozi virtuali. Nel tempo, la mia passione è cresciuta insieme al sito, permettendomi di esplorare il mondo della tecnologia a 360°. Mi piace definirmi un jolly: scrivo, edito e collaboro a tutto ciò che mi appassiona. Ma, nel profondo, il mio cuore batte sempre e solo per loro: i videogiochi.


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