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“Serve un confine netto tra creatività umana e modelli artificiali. Non vogliamo in classifica brani con ascolti gonfiati”: FIMI e radio dettano la linea contro la musica AI

Forse qualcuno lo avrà ascoltato in radio o su un servizio di streaming. Si chiama “Dimanche Midi Pile” ed è un brano in francese che sta circolando questa estate. Canta una certa Gisèle. Il problema è che non si capisce se questa artista esista. O se, magari sia solo il singolo a essere frutto dell’AI.

Quel che è sicuro che è RTL 102.5, Radio Zeta e Radiofreccia ne hanno sospeso la programmazione. La FIMI (Federazione Italiana Industria Musicale Italiana) ha annunciato nuovi principi per disciplinare l’idoneità delle registrazioni e impedito al brano di Gisèle di entrare in classifica perché non conforme ai parametri per la verifica sull’AI. A partire da settembre poi, anche Spotify introdurrà un’etichetta per gli artisti generati dall’intelligenza artificiale.

“La policy stabilirà un confine netto tra la creatività guidata dall’essere umano e le opere puramente sintetiche o generate da modelli di IA non autorizzati. Contribuirà inoltre a garantire che i brani con un numero di ascolti gonfiato in modo fraudolento non vengano riconosciuti e celebrati nelle classifiche”, recita la nota diffusa della FIMI. Linea delineata di comune accordo con le case discografiche.

Il presidente di RTL 102.5 Lorenzo Suraci ha invece dichiarato: “Occorre evitare che brani del genere, che non rispettano i parametri IA, arrivino nelle classifiche e al prossimo Festival di Sanremo, ma più in generale nelle rotazioni di tutte le radio“. Il messaggio è regolamentare, al momento in modo autonomo, la diffusione di contenuti AI.

Una registrazione con l’intelligenza artificiale, in base alle nuove linee guida, potrà essere inclusa in classifica secondo tre criteri fondamentali: il servizio di AI utilizzato deve essere lecito e autorizzato, il brano deve essere realizzato da un essere umano e non devono sorgere subbi sulla manipolazione degli ascolti o delle graduatorie. In più, bisognerà rispettare le leggi sul diritto d’autore, sui diritti connessi e di personalità. E l’eventuale uso di AI dovrà essere segnalato ai consumatori.


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