Veneto

Serrande nuovamente abbassate all’Happy Bar, il Tar respinge il ricorso


Nessuna apertura anticipata. Il Tar del Veneto, all’esito della camera di consiglio del primo luglio, ha respinto integralmente il ricorso presentato dalla titolare dell’Happy Bar di via Chiesanuova a Padova contro il provvedimento del questore di Padova Marco Odorisio con il quale è stata disposta la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande per sessanta giorni. Con la decisione, il Tar ha confermato la piena legittimità dell’operato dell’autorità di pubblica sicurezza, riconoscendo la sussistenza dei presupposti previsti dalla normativa e la natura preventiva della misura, finalizzata ad interrompere situazioni ritenute favorevoli alla commissione di reati e alla frequentazione dell’esercizio da parte di avventori socialmente pericolosi, a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. La sentenza ha disposto il respingimento dell’annullamento, previa sospensione dell’efficacia del provvedimento, con il quale è stata disposta la sospensione per sessanta giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande (Scia).

Il provvedimento

Il 26 maggio sera, i poliziotti della divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova hanno dato esecuzione al provvedimento adottato dal questore Marco Odorisio, che ha disposto la sospensione per 60 giorni dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e della rivendita di tabacchi del locale di via Chiesanuova. Il provvedimento è stato adottato all’esito di un’articolata attività istruttoria sviluppata sulla base delle attività investigative e dei controlli effettuati dalla Squadra Mobile e delle Volanti, dai quali è emerso come il locale fosse divenuto nel tempo abituale luogo di frequentazione di persone gravate da numerosi precedenti penali e di polizia, in particolare per reati in materia di sostanze stupefacenti, delitti contro la persona e contro il patrimonio.

Il ricorso dopo 9 giorni

Il titolare del bar ha presentato ricorso al Tar e nove giorni dopo la chiusura ha ottenuto la sospensiva con la riapertura del pubblico esercizio, fino al primo luglio con i giudici amministrativi che si sono pronunciati respingendo e bocciando il ricorso del gestore del locale. Risultando trascorsi solo 9 dei 60 giorni complessivi previsti dal provvedimento di sospensione dell’attività, i poliziotti della divisione Polizia Amministrativa di Sicurezza della Questura ieri 28 luglio hanno notificato la sentenza di rigetto al titolare del bar, con il locale che resterà chiuso per gli ulteriori 51 giorni di sospensione da scontare.

I motivi che hanno portato alla chiusura

L’istruttoria alla base del provvedimento ha preso in esame diversi elementi, tra cui le segnalazioni pervenute tramite l’applicativo YouPol, i controlli effettuati all’interno dell’esercizio, l’arresto di un uomo per detenzione di cocaina e hashish e il rinvenimento di frammenti di hashish sul tavolo collocato nelle vicinanze del bancone di mescita, sempre presidiato da un addetto alla somministrazione. Infatti il giudice amministrativo ha evidenziato come il rinvenimento di sostanze stupefacenti all’interno del locale e la presenza reiterata di persone gravate da precedenti in materia di stupefacenti, l’arresto in flagranza del 23 maggio 2026 ed il successivo controllo del 24 maggio delineano un andamento unitario e progressivo, che il questore ha legittimamente valutato in modo non parcellizzato. L’esito del giudizio conferma l’efficacia dell’attività di prevenzione e di controllo svolta dalla Questura di Padova per contrastare fenomeni di criminalità e di spaccio di sostanze stupefacenti, nell’ottica della salvaguardia della sicurezza urbana e della tutela della collettività.


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