«Il governatore favorevole a svuotare la diga. Anche Meloni si è interessata al caso»

ACQUALAGNA «Acquaroli si è detto disponibile per lo svuotamento della diga del Furlo in autunno, ora va avviato il confronto tecnico. E anche la premier Meloni si è interessata alla vicenda». E’ soddisfatta Federica Pambianchi, dopo l’incontro avuto ieri mattina ad Ancona con il governatore delle Marche Francesco Acquaroli.
Un dramma lungo 21 mesi
La mamma di Riccardo Branchini, scomparso ormai più di 21 mesi fa, si è confrontata a margine della seduta dell’assemblea legislativa delle Marche, invitata dal consigliere regionale della Lega Nicolò Pierini.
Insieme a lei, c’era l’avvocata Elena Fabbri, la madre Osvalda, la maestra delle elementari di Riccardo e un’amica di Federica. Il figlio è scomparso la notte del 12 ottobre 2024. La sua auto era stata ritrovata davanti alla centrale idroelettrica della diga del Furlo, con dentro gli effetti personali. Le ricerche dei giorni successivi non hanno dato alcun esito. La donna è riuscita a far scattare un secondo giro di perlustrazioni, con un sonar dei vigili del fuoco, ma nessuna traccia del ragazzo. Nel frattempo, in questo lungo periodo sono arrivate innumerevoli segnalazioni, alcune più credibili (vedi quella giunta dalla Svizzera), altre senza fondamento.
Ma anche telefonate di mitomani e piste senza alcuna via. Per conoscere la verità fino in fondo, sapere con certezza se il corpo del figlio sia nella diga, oppure se può ripartire in caso contrario con le ricerche con maggiore forza, negli ultimi mesi mamma Federica ha iniziato un’intensa battaglia per svuotare la diga del Furlo. L’obiettivo sembrava essere stato raggiunto poco prima dell’estate, con il decreto regionale che autorizzava le operazioni entro il 31 maggio.
Poi è arrivato il parere della Provincia che con l’indicazione di svaso e re-invaso alla velocità di un metro al giorno, per tutelare la fauna ittica, sforava il termine del 31 maggio. E manifestazioni, come quella alla Golena del Furlo, una petizione on-line che ha raggiunto quasi 43.400 firme. Con appelli a tutti i livelli istituzionali, arrivando alle massime cariche dello Stato. L’ultimissima missiva è partita all’indirizzo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In precedenza, Pambianchi ha scritto anche alla premier Giorgia Meloni. Che non le ha risposto direttamente, ma «si è interessata della questione, telefonando al Presidente Acquaroli. Me lo ha detto lui stesso nell’incontro ad Ancona».
«Governatore disponibile»
Il governatore si è «dimostrato disponibile» ad andare verso un nuovo decreto per lo svaso della diga tra settembre e ottobre, ma va intavolato il percorso tecnico-istituzionale, come nella precedente occasione. Dalla Provincia arrivano segnali incoraggianti in questo senso, dopo l’elezione di Alberto Alessandri. «Ho parlato con il presidente Alessandri – riferisce Pambianchi – è stato anche lui molto disponibile a valutare la possibilità di svuotare la diga. Inoltre, ha aggiunto che il periodo tra settembre e ottobre sarebbe quello giusto, perché non c’è la riproduzione dei pesci. Ringrazio il consigliere Pierini perché ci ha sempre sostenuti, da quando si è avvicinato alla nostra storia», conclude Pambianchi.




