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Scuola infanzia trasformata in una “sauna”, genitori in rivolta a Milano: “Bambini in aule bollenti, condizionatori inutili”

A Milano l’estate non è più solo una stagione, ma un problema strutturale per gli edifici scolastici. E una scuola dell’infanzia, in zona sud, ne è diventata il simbolo.

Temperature che rendono le aule invivibili, condizionatori consegnati ma inutilizzabili, uno spazio seminterrato più fresco lasciato chiuso. I genitori hanno detto basta e hanno appeso all’ingresso un lenzuolo con una scritta eloquente: “Sauna”.

Non si tratta di un episodio isolato. Come segnala Il Giorno, le famiglie hanno inviato una lettera al Comune di Milano per denunciare una situazione che definiscono paradossale. Nel documento chiedono all’amministrazione di affrontare con serietà l’emergenza climatica negli edifici scolastici e di mettere al centro la tutela del benessere dei bambini e delle comunità educative. “Non come principio astratto, ma come priorità concreta”, sottolineano.

La protesta alla scuola, frequentata da bambini tra i 3 e i 6 anni, si concentra su due criticità principali. La prima riguarda il piano seminterrato dell’edificio, uno spazio agibile e naturalmente più fresco, che potrebbe essere utilizzato senza particolare dispendio energetico. E invece, secondo i genitori, risulta ancora inutilizzato. La seconda, e forse più grave, è la vicenda dei condizionatori. Due apparecchi, consegnati da circa un mese, sono stati attivati soltanto venerdì scorso. Gli altri, pur già disponibili, non potranno essere accesi contemporaneamente. Il motivo? L’impianto elettrico dell’edificio regge al massimo tre climatizzatori in funzione nello stesso momento.

Proprio questo limite, secondo le famiglie, rappresenta l’aspetto più grave della vicenda. Non si tratta di un disagio contingente, ma del segnale evidente di una mancanza di interventi strutturali, che lascia le scuole in una condizione di emergenza permanente.

La protesta arriva in un momento in cui il caldo a Milano si fa sentire con prepotenza. E non è la prima volta che le scuole comunali finiscono al centro di polemiche simili. Già nello scorso luglio, i genitori delle scuole dell’infanzia denunciavano temperature attorno ai 35 gradi già alle 7 del mattino e bambini che tornavano a casa stremati. In molte strutture, i ventilatori erano stati comprati dalle famiglie con soldi propri, su richiesta degli insegnanti, per cercare di proteggere i più piccoli dal caldo estremo.

Al momento, il Comune di Milano non ha ancora risposto ufficialmente alla lettera delle famiglie. I genitori, intanto, continuano a chiedere un cambio di passo: soluzioni strutturali, non tamponi. Perché il problema, avvertono, non è solo di oggi, ma riguarda il futuro di migliaia di bambini che ogni giorno frequentano le scuole dell’infanzia e gli asili nido della città. E che, in estate, si ritrovano a vivere le aule come delle serre.


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