San Basile, la sfida contro lo spopolamento vinta con l’integrazione: la scuola del borgo resta aperta

La scuola elementare avrebbe chiuso. Poche iscrizioni, numeri sotto la soglia, un destino già scritto per il piccolo borgo italo-albanese di circa 900 abitanti nel cuore del Parco del Pollino.
Poi, qualcosa è cambiato, i banchi vuoti si sono riempiti con i figli delle famiglie accolte nel progetto SAI, il Sistema di accoglienza e integrazione attivo sul territorio, e così, oggi 15 settembre, la campanella ha suonato di nuovo.
L’accoglienza che tiene in piedi una comunità
Per Caterina Pugliese, responsabile del progetto SAI e consigliera comunale con delega alla Scuola, il rischio è che questa storia venga raccontata male. “Non voglio che questa vicenda venga ridotta a una semplice questione di numeri per raggiungere la quota minima di apertura”, dice all’ANSA. Il punto, per lei, non riguarda affatto i numeri, quanto i bambini che oggi si siedono fianco a fianco, imparano e giocano insieme. Sono compagni di banco, amici, parte della quotidianità del paese.
L’accoglienza, dichiara, non significa solo ospitare, ma anche creare le condizioni affinché ciascuno si senta parte della comunità. E così è stato. Il problema di fondo, però, resta. Lo spopolamento non si ferma, e un paese di meno di mille abitanti lo sente sulla pelle. Pugliese non lo nasconde. “Quando chiude una scuola non si perdono solo aule, ma un pezzo di futuro”, osserva. Per questo, dice, serve il coraggio di sperimentare nuove forme di inclusione.
Source link




