Rientro a scuola, l’appello degli psicologi: “Nella prima settimana freno a mano tirato sulla didattica”

Il suono della campanella non è uguale per tutti. Per qualcuno significa ritrovare i compagni di sempre, per altri vuol dire entrare in una classe dove non si conosce nessuno.
E proprio per questo, secondo Emanuela Confalonieri, componente del Gruppo di lavoro “Psicologia nella scuola” del Cnop (il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi), il rientro non va affatto affrontato di corsa. Anzi, come suggerisce Confalonieri, “la prima settimana terrei il ‘freno a mano tirato’ sulla didattica, per dare spazio alla persona e riprendere il filo da dove ci eravamo lasciati”.
Nei primi giorni, infatti, la priorità deve essere la ricostruzione del clima di gruppo e l’ascolto di quanto vissuto dai ragazzi durante l’estate, permettendo, specialmente a chi fa ingresso in una nuova aula, di essere accolto prima come individuo e poi come studente.
Supporto psicologico a scuola: la situazione a macchia di leopardo e AscoltaMI
Un altro tema toccato da Confalonieri nell’intervista rilasciata ad Adnkronos Salute riguarda la presenza degli psicologi negli istituti. Allo stato attuale, dichiara, l’assistenza appare parecchio disomogenea sul territorio nazionale, poiché affidata alle normative stabilite dalle singole Regioni: territori come Lombardia, Campania, Puglia, Abruzzo e Marche hanno già avviato propri percorsi ufficiali, mentre altrove la copertura dipende dall’iniziativa autonoma dei singoli istituti scolastici, chiamati a reperire in maniera autonoma i fondi necessari.
Tra gli strumenti a disposizione dei più giovani c’è AscoltaMI, il servizio attivato dal Ministero dell’Istruzione per offrire un primo spazio d’ascolto per gli alunni della terza media e del primo biennio delle superiori.
Passando attraverso il supporto delle scuole e con l’autorizzazione dei genitori, i ragazzi possono richiedere un voucher direttamente sulla Piattaforma Unica, che permette di svolgere cinque incontri via web con uno psicologo professionista.
Si tratta sicuramente di un intervento utile, di cui Confalonieri mette però in luce il limite principale: finché mancherà un intervento legislativo nazionale, misure di questo genere non basteranno a garantire una continuità di sostegno capace di coinvolgere davvero, ma davvero tutti i ragazzi, i docenti e le famiglie.
Source link




