Ucraina, l’escalation arriva ai confini Nato: Eurofighter italiani abbattono un drone in Lituania
L’escalation della guerra in Ucraina sfiora pericolosamente le frontiere della Nato, in un susseguirsi di episodi che da una parte all’altra del confine vengono bollati come «provocazioni”: nella notte, due Eurofighter italiani della Nato sono stati costretti ad alzarsi in volo per abbattere un drone che ha violato lo spazio aereo in Lituania, con il ministro della Difesa Guido Crosetto – in missione proprio sul Fianco Est – che ha puntato i suoi sospetti su Mosca riferendo che si tratterebbe di un velivolo di tipo Shahed.
Solo poche ore dopo, l’esercito danese ha denunciato che una fregata russa ha lanciato due Bengala, razzi di segnalazione, verso un suo elicottero militare al largo della costa del Paese, mancandolo di poco. E in serata, l’allarme è salito anche in Germania, dove le autorità hanno denunciato il ritrovamento di frammenti di un drone a poca distanza dalla base militare di Wunstorf. Il confine orientale della Nato non è nuovo a episodi di sconfinamenti: tra i più gravi quello del 19 maggio, quando per la prima volta i caccia Nato hanno abbattuto un Uav ucraino sopra l’Estonia.
Stavolta, si sospetta una provenienza russa per il drone abbattuto in Lituania, che trasportava un ordigno esplosivo. Una vicenda dal quale, secondo Crosetto, emerge l’importanza «fondamentale» dei militari italiani sul Fianco Est: dopo che da Varsavia ha sottolineato come «difendere la Polonia significa difendere l’Italia e l’Europa», il ministro ha proseguito la sua missione in Lituania, dove ha ringraziato personalmente i piloti dei caccia italiani che hanno abbattuto il drone e sottolineato come «la pace si raggiunge attraverso una capacità di collaborazione tra più Paesi».
Un appello all’unità più urgente che mai, all’indomani dell’attacco russo al treno vicino al confine polacco: nelle scorse ore, il ministero della Difesa russo ha diffuso il video di un nuovo attacco con un drone sullo stesso posto di frontiera colpito domenica. A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato il consigliere di Putin, Nikolay Patrushev, secondo cui qualora Varsavia muovesse guerra alla Russia, «lo stato polacco cesserebbe di esistere in due o tre giorni». Mentre prosegue lo scontro con la Polonia, si infiamma il Baltico: da una parte, Copenaghen ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore russo per l’elicottero sfiorato, che secondo le autorità danesi stava svolgendo una missione di routine. Da parte sua, il diplomatico di Mosca ha denunciato «manovre provocatorie» da parte del velivolo.
Una ricostruzione che non convince le istituzioni Ue: «Ancora una volta, l’Europa si è svegliata di fronte a comportamenti sconsiderati e pericolosi” volti a «mettere alla prova la nostra prontezza e la nostra determinazione. La Russia scoprirà che la nostra determinazione non fa che rafforzarsi», ha messo in chiaro Ursula von der Leyen. Le tensioni tra Europa e Mosca si consumano mentre si attendono sviluppi concreti sul percorso diplomatico. Al netto degli annunci social, la tregua energetica resta un miraggio: sebbene il Cremlino abbia definito «una buona idea» la proposta di Trump, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha espresso cautela: «La cosa più importante è che le dichiarazioni si traducano in fatti». Volodymyr Zelensky ha denunciato che la Russia «non smette di colpire le infrastrutture ucraine» e le stazioni di servizio, con la conseguente risposta di Kiev che ha rivendicato i raid su impianti di raffinazione a Sizran e strutture per i droni a Taganrog e Orlov.
Nel frattempo, Kiev prova il contrattacco a est: «Il terzo Corpo d’armata ha lanciato un’operazione offensiva denominata Vivaldi» vicino a Lyman, ha dichiarato il comandante Andriy Biletsky. Secondo alcune fonti ucraine, le truppe avrebbero conquistato una piccola sacca di territorio a nord della città, la cui caduta potrebbe spianare la strada all’avanzata delle forze di Mosca. Per i prossimi passi, si guarda con speranza agli attesi incontri negli Stati Uniti, in occasione dell’Assemblea Onu. Innanzitutto, quello auspicato da Volodymyr Zelensky con Donald Trump. E nelle scorse ore, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha annunciato che a New York, vedrà l’omologo americano Marco Rubio.
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