Società

Reclutamento, concorsi PNRR e futuro delle GPS. Pittoni “Svuotare graduatorie e avviare meccanismo che valuti attitudine all’insegnamento”

Un netto cambio di rotta sul reclutamento rispetto ai vincoli europei del PNRR, il superamento dei concorsi “a crocette” e la trasformazione delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze in un canale strutturale per le immissioni in ruolo. Sono queste le direttrici emerse durante il confronto del 22 maggio 2026 tra l’Onorevole Mario Pittoni responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e Uniti per INDIRE, la community indipendente di docenti nata per fare rete, supportarsi a vicenda e dialogare direttamente con le istituzioni.

L’incontro è stato introdotto e coordinato da Daniela Nicolò, portavoce della community di Uniti per INDIRE, e da Federico Silvestro. Un confronto costruttivo in cui la portavoce ha ringraziato il già presidente della commissione Cultura al Senato per la costante disponibilità e l’ascolto attento, offrendo una panoramica dettagliata sulle necessità dei precari storici in vista della futura road map legislativa.

Appello a un freno sui concorsi annuali: “Fretta nemica della qualità”

Il punto di partenza dell’Onorevole Mario Pittoni è una dura e articolata critica all’impianto di reclutamento ereditato dai precedenti accordi europei. L’impegno è chiudere rapidamente la fase legata alle 70.000 assunzioni previste dal PNRR e valorizzare l’esperienza, superando la logica dei quiz ministeriali superveloci per stare nei tempi di concorsi annuali fuori dalla realtà: “Serve un meccanismo realmente in grado di selezionare la qualità e in particolare l’attitudine all’insegnamento“.

Con l’ultima legge di Bilancio abbiamo fatto approvare un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare se è il caso di fermare o quantomeno rallentare i prossimi concorsi per dare modo di svuotare il più possibile le graduatorie, sia le precedenti che quelle che abbiamo messo in piedi dal 2020 in poi“, ha puntualizzato Pittoni.

Il nodo INDIRE e l’orizzonte di un Terzo Ciclo

Ci siamo preoccupati che la proroga dell’Indire arrivasse almeno al 31 dicembre di quest’anno, così da avere i tempi per un eventuale terzo ciclo. Ho ottenuto che si affronti la questione in un prossimo incontro. Ci sono docenti rimasti esclusi non per scelta consapevole o attiva, ma per una combinazione di fattori temporali, tecnici e burocratici non prevedibili al momento dell’iscrizione ai percorsi esteri.
E poi c’è chi matura il terzo anno di esperienza specifica nello stesso grado quest’anno“.

La gestione della riserva Legge 68/99: il testo esatto dell’impegno

Al termine del confronto, la portavoce di Uniti per INDIRE, Daniela Nicolò, ha esposto una stortura burocratica che ha colpito molti docenti invalidi civili aventi diritto alla riserva di cui alla Legge 68/99.

A causa dei rigidi vincoli della piattaforma ministeriale, la riserva doveva essere inserita nelle GPS entro il mese di marzo. Tuttavia tanti docenti precari con contratti a tempo determinato fino al 30 giugno si sono trovati formalmente nello status di “occupati” all’atto della compilazione. Di conseguenza, la piattaforma ha impedito la corretta convalida del diritto, spingendo paradossalmente molti lavoratori a rassegnare le dimissioni anticipate pur di risultare disoccupati entro la scadenza, perdendo così mesi di stipendio e persino il diritto alla copertura della Naspi.

Di fronte alla richiesta esplicita della portavoce sulla possibilità di un intervento politico, l’Onorevole Pittoni ha risposto testualmente senza esitazioni: “Giriamo tutto al Ministero, vediamo se riusciamo a muovere qualcosa“. Il dossier della Legge 68/99 sarà quindi trasmesso agli uffici competenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito per verificare i margini di manovra.

Il blocco dei triennalisti INDIRE e il timore di “dichiarare il falso”

Un altro punto dell’incontro ha riguardato il cortocircuito burocratico in cui sono rimasti intrappolati centinaia di docenti precari triennalisti iscritti ai percorsi di specializzazione sul sostegno INDIRE.

Per svariate cause molti aspiranti non hanno inserito il titolo con riserva. A bloccarli è stato un fondato timore legale: senza scadenze o certezze documentali dall’ateneo, molti hanno evitato di barrare la casella sulla piattaforma per paura che anticipare un requisito non ancora consolidato equivalesse a una “falsa dichiarazione”. Il problema è stato sollevato da un docente che ha denunciato la gravità di una situazione che penalizza almeno 500-600 persone.

Il monito finale della community: l’importanza di fare rete e diffidare delle speculazioni

In chiusura dell’incontro, il coordinamento di Uniti per INDIRE ha tracciato la linea operativa per tutti i docenti del gruppo. Federico Silvestro ha preso la parola mettendo in guardia i docenti dai facili entusiasmi legati a ricorsi o intermediari privati: “Suggerisco ai colleghi in generale di fare attenzione ai consigli di sindacati, agenzie, avvocati, perché spesso non fanno il loro interesse. Spesso è meglio ragionare con la propria testa e leggere le comunicazioni del Ministero”.

Daniela Nicolò ha ribadito la centralità dell’azione indipendente di Uniti per INDIRE, esortando la community a rimanere unita e compatta in vista dei prossimi tavoli ministeriali.

 


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