Rebibbia, l’Ordine dei medici chiede un’ispezione sanitaria nel carcere
Le tensioni esplose nelle ultime settimane all’interno del carcere di Rebibbia riaccendono l’attenzione sulle condizioni di vita e di salute nella più grande struttura penitenziaria della Capitale.
E ora l’Ordine provinciale dei medici di Roma chiede di poter entrare nel penitenziario per effettuare una visita istituzionale finalizzata a verificare direttamente la situazione sanitaria dei detenuti.
La richiesta è stata formalmente inviata alla direzione della casa circondariale e, per conoscenza, al direttore sanitario dell’Unità operativa complessa Salute penitenziaria di Rebibbia, Antonio Chiacchio.
L’obiettivo dichiarato è quello di valutare le condizioni dei reclusi esclusivamente sotto il profilo della tutela della salute e dell’assistenza medica, nel rispetto dei principi etici e deontologici della professione.
A spiegare le ragioni dell’iniziativa è il presidente dell’Ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, che parla della necessità di acquisire “una conoscenza diretta delle problematiche sanitarie presenti all’interno della struttura”, anche alla luce delle notizie sempre più frequenti riguardanti episodi critici e situazioni di forte disagio nel carcere romano.
L’Ordine sottolinea inoltre la propria disponibilità ad avviare un confronto con i vertici penitenziari e con la Asl competente per individuare le principali criticità legate all’assistenza sanitaria, aggravate anche dal problema del sovraffollamento.
Tra i nodi più delicati ci sono infatti le difficoltà nel garantire prevenzione, diagnosi e cure adeguate ai detenuti, soprattutto in un contesto caratterizzato da condizioni di forte pressione detentiva e dalla convivenza forzata di centinaia di persone in spazi spesso insufficienti.
La richiesta arriva dopo settimane particolarmente difficili all’interno di Rebibbia. A inizio maggio un gruppo di detenuti del reparto G12 aveva dato vita a una protesta degenerata poi in una rivolta che aveva coinvolto anche la sezione C della struttura, con materassi incendiati e cancelli bloccati.
Un altro episodio di forte tensione si era verificato alla fine di aprile, dopo il suicidio di un detenuto. In quell’occasione il sindacato Osapp aveva denunciato “l’insostenibilità delle condizioni lavorative” della polizia penitenziaria e parlato apertamente di una situazione gestionale ormai al limite.
In questo clima, la richiesta avanzata dall’Ordine dei medici assume anche il significato di un richiamo istituzionale alla tutela del diritto alla salute all’interno delle carceri, principio garantito dalla Costituzione anche per chi si trova in stato di detenzione.
Ora si attende la risposta della direzione del carcere per definire modalità e tempi dell’eventuale visita.
Ma il tema delle condizioni sanitarie e del sovraffollamento di Rebibbia torna con forza al centro del dibattito pubblico e istituzionale.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





