Emilia Romagna

Questo comportamento impedisce una corretta informazione


Come abitualmente accade di fronte a gravi delitti che si consumano sul territorio modenese, la Procura della Repubblica di Modena sceglie il silenzio. A rilevarlo, insieme a tutti i colleghi dell’informazione locale, è l’Associazione Stampa Modenese, all’indomani dell’omicidio che si  è consumato a Montese. 

“Non un comunicato, non una conferenza stampa o una singola risposta alle tante domande dei giornalisti. A due giorni dalla morte di Dauda Sangarè, il 30enne ucciso a coltellate nella sua abitazione di Montese, la Procura di Modena e così anche i Carabinieri che stanno svolgendo le indagini non hanno rilasciato nessuna informazione ufficiale”, evidenziano Pier Paolo Pedriali dell’ Associazione stampa modenese e Paolo Maria Amadasi, presidente Aser (Associazione stampa dell’Emilia-Romagna).

“Capiamo la necessità del riserbo dato dalle indagini ancora in corso, ma come Associazione stampa modenese riteniamo che questo comportamento impedisca una corretta informazione alla comunità modenese – proseguono i rappresentanti del sindacato – La mancata collaborazione con le forze dell’ordine, sia pur solo per una conferma o per una smentita, rende difficile il lavoro dei giornalisti rischiando di favorire la diffusione di informazioni errate o non complete”. 

Negli ultimi anni, a seguito dell’interpretazione che a Modena viene data delle norme contenute nella riforma Cartabia, i rapporti fra autorità giudiziaria e mezzi di informazioni si sono di fatto interrotti: “Chiediamo solo di poter svolgere il nostro lavoro nell’interesse dell’opinione pubblica. La riapertura di un canale comunicativo con le forze dell’Ordine, Carabinieri e Questura, è di fondamentale importanza. La verifica delle notizie è un passaggio determinante previsto per legge dal codice deontologico dei giornalisti. Quando viene a mancare il confronto con la fonte istituzionale allora viene meno un rapporto di fiducia e rispetto tra le parti che è alla base della libertà di stampa e del diritto ad una corretta informazione”, spiegano Pedriale e Amadasi.

Le prospettive tuttavia non sono incoraggianti: “Lo scorso 27 novembre 2025 la Procura di Modena accettava la richiesta di incontro avanzata dall’Associazione stampa modenese, insieme ad Aser e all’Ordine dei giornalisti, spiegando che avrebbe comunicato in seguito la data dell’incontro. Da allora siamo ancora in attesa della data di convocazione. Sono passati mesi, ma restiamo in attesa consapevoli che non sia mai troppo tardi per migliorare la collaborazione nel rispetto del lavoro di tutti e della comunità modenese soprattutto”.


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