Molise

Cinema e psiche, il valore terapeutico di ‘Cambio di Gioco’ – isNews

Un film che tratta il delicato e importante tema della genitorialità, in particolare paterna


di R. Francesca Capozza*

CAMBIO DI GIOCO (2007)
Di: Andy Fickman
Con: K. Sedgwick, R.Sanchez, C. Lakin

Il giocatore Joe Kingman, uomo agile e incredibilmente forte, mostra in campo, come nella vita, una durezza brutale che gli permette di ribattere colpo su colpo gli attacchi avversari. Un giorno, inaspettatamente, una bambina di appena otto anni, sua figlia, di cui ignorava l’esistenza, gli appare dinanzi e lo pone, come su un ring, alle corde infliggendogli colpi su colpi. La sua vita, fino ad allora dura e dissoluta, si trova sconvolta, cambiata dalla realtà della bambina fatta di favole e carezze. Nella sua ultima e più importante partita che si trova a giocare a fine campionato, l’unico scopo diviene vincere per sua figlia, la prima e più grande dei suoi fan. 

francesca capozza

È un film che riesce a fornire validi modelli di autostima, affettività e di coesione gruppale, comunicando quanto può coesistere la sfida con se stessi con il profondo sentimento della conosciuta paternità, moltiplicando a dismisura le energie di ognuno di noi nella vita affettiva e in quella del lavoro quotidiano. Un film che tratta il delicato ed importante tema della genitorialità in particolare paterna, di come superare gli ostacoli e le partite che contano di più nella vita. Si narrano da vicino i passi e le fasi della costruzione del rapporto filiale, in cui la capacità di lasciarsi guidare e stupire dalla bellezza e genuinità dei sentimenti e del desiderio di vicinanza apre la strada alla realizzazione di un rapporto profondo e solido, nonostante non aver potuto viverlo dalla nascita ad oggi. Ne consegue l’importanza di come non sia mai troppo tardi per costruire un legame di qualità, amore, anche riparatorio, con un figlio (ad esempio, in caso di adozione o nelle difficoltà dell’adolescenza o di una infanzia negata). La consapevolezza della possibilità di costruire qualcosa di buono e di salvifico, nonostante il passato, ha un effetto catartico e liberatorio, teso a confortare e promuovere la responsabilizzazione adulta a poter realizzare una sana genitorialità. Da queste certezze nasce un prodotto tenerissimo e delicato, in cui lo sport si trasforma in una metafora esistenziale di grande forza emotiva.

*Psicologa e psicoterapeuta
specialista in Psicologia della salute


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