«Questa è giustizia, è stata l’amore della mia vita»

ANCONA – «Assolto perché il fatto non sussiste». Con questa formula si è chiuso il processo a carico di Vincenzo Profili, il medico fabrianese di 90 anni imputato per l’omicidio volontario pluriaggravato della moglie Daniela Chiorri, deceduta nel maggio 2023 dopo una presunta ingestione di nitrito di sodio.
La decisione è arrivata al termine del dibattimento davanti al tribunale, con una sentenza che ha escluso la responsabilità dell’imputato.
La procura aveva chiesto 16 anni.
La vicenda giudiziaria
Profili era accusato di aver causato la morte della moglie attraverso un avvelenamento. Un’ipotesi che ha accompagnato l’intero iter processuale e che oggi i giudici hanno ritenuto non provata.
Il medico, presente in aula, ha ascoltato la lettura della sentenza fino alla fine, visibilmente provato.
L’assoluzione e la reazione in aula
La formula assolutoria è stata accolta dagli applausi dei familiari e degli amici presenti in aula, che hanno seguito il processo nelle sue fasi più delicate.
All’uscita dall’udienza, lo stesso Profili ha commentato la decisione con poche parole: «Questa è giustizia».
Poi il ricordo personale della moglie: «Daniela è stata l’amore della mia vita».
Una vicenda lunga e complessa
Il 90enne, figlio del partigiano Engles Profili, era accusato di omicidio volontario pluriaggravato. L’intera vicenda ha segnato profondamente la comunità fabrianese, che oggi si divide tra chi accoglie la sentenza come una piena assoluzione e chi resta colpito dalla complessità del caso.
Con il verdetto di primo grado si chiude una delle pagine giudiziarie più delicate degli ultimi anni nel territorio.




