Carburanti, mini-sconti e timori Ecco quanto costa nelle Marche un pieno di benzina e di gasolio

Dal timore di un rialzo immediato dei prezzi al temporaneo sospiro di sollievo. Continua la discesa impercettibile dei prezzi dei carburanti nelle Marche, così flebile che al distributore si fa fatica a notarla. Una tregua appesa ai delicatissimi equilibri delle trattative per la pace in Medio Oriente e alla durata del nuovo blocco dello stretto di Hormuz, che rischia di innescare una spirale al rialzo. Da venerdì scorso, dopo l’annuncio di una tregua nella Guerra del Golfo che aveva abbassato il prezzo del petrolio, i listini dei carburanti si sono raffreddati appena un po’, come dimostrano le quotazioni giornaliere dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle imprese e del made in Italy: il prezzo medio del gasolio al self-service nella nostra regione è sceso in cinque giorni da 2,155 euro ai 2,133 odierni, con uno sconto di appena 2,2 cent al litro, mentre quello della benzina è calato di meno, passando da 1,780 a 1,772 (-0,8 cent).
La discesina
Una “discesina” che per chi fa un pieno da 50 litri al distributore automatico, nella nostra regione, si traduce in un risparmio, rispetto a giovedì scorso, di 1 euro e 10 centesimi per il gasolio e di 40 centesimi per la benzina. Oggi un pieno di diesel nelle Marche costa 106,65 euro (20,6 in più rispetto ai prezzi pre-crisi di fine febbraio) mentre per la benzina ci vogliono 86,60 euro, 5,20 in più di un mese e mezzo fa. E parliamo di prezzi medi (ce ne sono di più contenuti ma anche di più alti sulla rete distributiva) riferiti al self service. Chi si rifornisce al servito, in certe stazioni può pagare anche 22 centesimi al litro in più. Faticano a raffreddarsi anche i prezzi del metano (1,530 al kg la media nelle Marche, dove un mese fa era sotto a 1,4) e del gpl, a 0,808 al litro.
Il timore di nuovi rialzi
Il timore è che si tratti di una stasi temporanea, perché già lunedì mattina, sulla scia del brusco stop subito domenica scorsa dalle trattative per la pace tra Iran e Usa-Israele avviate in Pakistan (e il blocco navale annunciato dagli Usa nei confronti delle navi in uscita dai porti iraniani) c’era stato un immediato rialzo della quotazione del petrolio greggio, salito da 96,57 a 104,89 dollari.
Sembrava un pessimo presagio che annunciava nuovi aumenti al distributore. «Il fatto che lunedì mattina il petrolio abbia aperto sopra i 100 dollari e poi nel corso della giornata sia sceso sotto quella soglia ha consentito una nuova riduzione dei prezzi alla pompa», osserva sollevato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Tutto dipende dalla ripresa delle trattative per la fine delle ostilità.
Lo sconto delle accise
Oggi le quotazioni del petrolio sono rimaste sotto la soglia dei 100 dollari al barile, con i mercati che sembrava per ora puntare sulla possibilità che nuovi barili tornino sul mercato. Ma la situazione resta molto incerta. E siamo ancora in regime di accise ridotta, dopo la proroga dello sconto di 24,4 cent al litro decisa dal Governo fino a fine mese. Vengono i brividi solo a immaginare quello che potrebbe accadere dal primo maggio, quando salvo ulteriori misure di contenimento le accise dovrebbero aumentare di nuovo. Con i prezzi attuali, il diesel al self service sarebbe vicino ai 2,4 euro al litro e la benzina supererebbe quota 2,1. C’è da sperare che i negoziati per la pace diano risultati prima di una nuova escalation.
Le altre regioni
E nelle Marche possiamo lamentarci meno che altrove, perché la nostra regione si conferma tra le più virtuose nel contenere i rincari. In media abbiamo il prezzo più basso in Italia per il gasolio, con 2,133, mentre con i ribassi di oggi per la benzina, da noi a 1,722, l’osservatorio prezzi del Mimit segnala listini medi più bassi dei nostri (ma di appena uno o due millesimi) in Piemonte , Veneto (entrambe a 1,721) e Lazio (1,770). «Il prezzo più alto per il gasolio si trova in autostrada (2,187), poi a Bolzano (2,181) e infine in Friuli (2,168)», fa notare l’Unione consumatori. Per la benzina il prezzo più alto si trova nella rete autostradale, con 1,813 euro al litro, seguono la provincia autonoma di Bolzano (1,810) e il Molise (1,805).




