Veneto

poliziotto eroe salva una coppia di anziani dalle fiamme


Ha sentito le urla, è uscito di casa, ha visto il fumo nero uscire dalla villetta dei vicini e due anziani bloccati sul balcone. In pochi istanti ha preso una scala dal proprio giardino, l’ha appoggiata alla terrazza ed è salito. Poi, quando l’uomo è rientrato nell’abitazione ormai invasa dal fumo, non ha esitato a seguirlo. È così che l’assistente capo coordinatore Geremia Manuel Domingo, 49 anni, poliziotto in servizio alla Questura di Padova e in quel momento libero dal servizio, ha salvato una coppia di anziani rimasta intrappolata in una casa in fiamme a Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza.

L’intervento è avvenuto nella mattinata di ieri, venerdì 22 maggio, poco dopo le 7, in via Ancona. I proprietari dell’abitazione, marito e moglie di 82 e 80 anni, erano impossibilitati a uscire perché il fuoco aveva bloccato le vie di fuga. La donna era riuscita a rifugiarsi sul balcone, mentre l’uomo, disorientato e in debito di ossigeno, era rientrato nell’appartamento saturo di fumo. Domingo è entrato nell’abitazione senza conoscere la disposizione interna delle stanze. La visibilità era quasi nulla, l’aria irrespirabile. Dopo alcuni minuti è riuscito a individuare l’anziano, lo ha afferrato e lo ha portato di peso sul terrazzo, per poi farlo scendere dalla scala a pioli già posizionata. Durante il salvataggio, all’interno della casa, per effetto del calore hanno iniziato a esplodere alcune munizioni da caccia regolarmente detenute dal proprietario. Nel garage c’era anche un’auto a gasolio e, nelle vicinanze, un’attività con materiali infiammabili. Uno scenario che avrebbe potuto provocare conseguenze ben più gravi.

Dopo aver messo in salvo la coppia, il poliziotto ha collaborato con Vigili del Fuoco, Carabinieri e personale del 118 per contenere il rischio e mettere in sicurezza l’area. I due anziani sono stati accompagnati all’ospedale di Vicenza per gli accertamenti. Anche Domingo, intossicato dai fumi, è stato visitato al San Bortolo e dimesso con due giorni di prognosi. Nella mattinata di oggi, sabato 23 maggio, il questore di Padova, Marco Odorisio, lo ha ricevuto in Questura, ringraziandolo per un gesto che ha definito «di generosità e altruismo» e che ha evitato conseguenze potenzialmente letali.

«Tra i compiti istituzionali della Polizia di Stato c’è anche quello del soccorso alle persone in difficoltà – ha spiegato il questore Odorisio -. Ma ci sono situazioni in cui non c’è tempo per ragionare: si agisce in pochi secondi. L’assistente capo Domingo si è trovato davanti a una casa in fiamme, a una coppia di anziani intrappolata e a uno scenario reso ancora più pericoloso dalle esplosioni delle munizioni. Ha fatto tutto da solo nei primi momenti, con grande coraggio, riuscendo a portare in salvo due persone».

Odorisio ha voluto inserire il gesto in una storia più ampia, ricordando altri appartenenti alle forze dell’ordine che hanno perso la vita o rischiato la propria per salvare altre persone: da Domenico Zorzino, deceduto il 3 marzo 2023 durante il tentativo di salvataggio di una persona scivolata nelle acque del canale Gorzone, a Rosario Sanarico, sub morto durante le ricerche di Isabella Noventa, fino a Ivan Francescon, che aveva salvato una bambina in mare a Jesolo nel 2025 e il cui corpo è stato ritrovato esamine nel Brenta nel febbraio scorso.

«Mi piace definirlo un eroe silenzioso – ha aggiunto Odorisio -. Ma gli eroi silenziosi sono anche tutti quei cittadini che ogni mattina si alzano, vanno al lavoro, rispettano le regole, aiutano il prossimo e danno il loro contributo senza fare rumore. In questo caso la formazione, l’esperienza operativa e la prontezza del collega hanno fatto la differenza. Lo proporrò per un riconoscimento legato alla progressione in carriera e anche per una possibile onorificenza».

Domingo, racconta di aver agito d’istinto, pensando prima di tutto ai vicini da salvare e al rischio che l’incendio potesse estendersi. «Sono stati attimi infiniti – ha raccontato l’assistente capo -. Ho sentito le urla e sono corso subito fuori. Ho visto il fumo, il fuoco e i due anziani sul balcone. Ho preso la scala dal giardino e sono salito. Quando l’uomo è rientrato in casa, ho capito che rischiava di non uscire più. Sono entrato una prima volta, ma il fumo era troppo forte e mi mancava l’ossigeno. Poi ho visto mia moglie e mio figlio affacciati dalla nostra casa, e quello mi ha dato la forza di riprovarci».

È una delle immagini più forti di questa vicenda: il figlio piccolo che guarda il padre dal balcone mentre lui rientra in una casa invasa dal fumo per salvare un anziano vicino. «In quel momento ho pensato che forse per lui potevo essere un eroe anche solo per un istante – ha aggiunto Domingo -. Quando poi mi ha detto “papà, sei il mio eroe”, quella è stata la soddisfazione più grande. Io però ho fatto quello che mi sono sentito di fare. Spero che chiunque, davanti a una situazione simile, provi almeno ad aiutare. Per un attimo ho pensato che avrei potuto non rivedere più la mia famiglia. Dentro c’erano fumo, calore, munizioni che iniziavano a esplodere, un’auto nel garage e materiali che avrebbero potuto aggravare tutto. Una volta messi in salvo i due anziani, la preoccupazione principale era evitare che la casa esplodesse o che l’incendio coinvolgesse le abitazioni vicine».

Al momento l’anziano è ancora ricoverato in Ospedale in camera iperbarica, mentre la donna è stata dimessa. 

 


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