Pietro Mennea, Matteo Salvemini e i Giochi del Mediterraneo
I XX Giochi del Mediterraneo si disputeranno a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Si tratta della quarta edizione che verrà organizzata in Italia, la seconda in Puglia (la prima si era svolta a Bari nel 1997).
“Giochi del Mediterraneo a Taranto. Ottima occasione per ricordare i due sportivi barlettani nell’Albo d’oro della manifestazione: l’indimenticabile velocista campione del mondo Pietro Mennea ed il pugile Matteo Salvemini” commenta il giornalista e divulgatore Nino Vinella. Due carriere che, ciascuna a suo modo, hanno onorato il nome di Barletta nello Sport internazionale.
Più straordinario il legame di Pietro Mennea con i Giochi del Mediterraneo, dove in quattro edizioni ha conquistato numerose medaglie d’oro e registrato record a partire dal 1971 fino agli Anni Ottanta. Ecco il palmares per la “Freccia del Sud”:
Smirne 1971 dove, a soli 19 anni, vince la sua prima medaglia d’oro nei 200 metri piani.
Spalato 1979 dove conquista la medaglia d’oro sia nei 100 metri piani (con il tempo di 10″24) sia nella staffetta 4×100 metri, stabilendo in entrambe le specialità i nuovi record dei Giochi.
Casablanca dove ottiene un altro memorabile successo nei 200 metri (20″30), correndo e vincendo nonostante i sintomi della febbre.
Ma è nella settima edizione dei VII Giochi di Algeria 1975, dove riconferma il proprio dominio internazionale vincendo nuovamente l’oro, che unisce la propria fama all’altro barlettano Matteo Salvemini, il pugile vincitore della medaglia d’oro nei pesi superwelter, esaltando la loro terra d’origine. Nato e cresciuto a Barletta, da dilettante Salvemini ha fatto parte della Nazionale Carabinieri. Nel 1974, a Rimini, ha vinto il campionato italiano nei pesi superwelter, per poi passare al professionismo nella celebre “scuderia” di Umberto Branchini. Il 4 Febbraio 1977 debutta contro Mustapha Kabangu con un KO alla quinta ripresa. Vince altri dodici incontri di fila, mandando al tappeto pugili come Mariano Salamone e Jacques Chinon.
Nel 1978 conquista la cintura di Campione italiano dei pesi medi, battendo Trento Faciocchi. La difende vittoriosamente contro Roberto Felicioni (ai punti) e Nicola Cirelli (knock-out tecnico) all’11º round. Manda al tappeto anche Al Clay e ciò gli permette di posizionarsi ai vertici dei ranking europei. Il momento più alto per il pugile di Barletta arriva il 10 settembre 1980, quando al Teatro Ariston di Sanremo batte Kevin Finnegan e diventa Campione Europeo dei pesi medi.
Nel dicembre dello stesso anno dopo 22 match vittoriosi perde imbattibilità e titolo a Kensington contro il temibile Tony Sibson per KO alla settima ripresa. Dopo altre tre vittorie, perde l’occasione di riprendersi la cintura tricolore a Firenze contro Gaetano Ardito ai punti in 12 riprese. Inanella altre quattro sconfitte consecutive e poi, il 13 Aprile del 1984, dopo essere andato KO contro Andrè Mangelema, appende i guantoni al chiodo. Molti addetti ai lavori lo considerano uno tra i pugili italiani più importanti degli anni ’80.
Dopo il ritiro dall’attività pugilistica, Salvemini risiede da oltre quarant’anni a Bollate, in provincia di Milano, dove dal 2005 insieme alla moglie Carmela e al figlio Marco gestisce l’A.S.D.Boxe Bollate. Da allora allena alcuni tra i pugili più promettenti del panorama pugilistico italiano come Mattia Carvelli e Momo El Maghrabi.
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