Giallo al Museo di Messina: due minuti per portare via i capolavori di Antonello
Dalla immagini del sistema di video-sorveglianza del museo regionale acquisite dalla polizia, emergerebbe che la banda di ladri che ha rubato le opere di Antonello da Messina ha agito in un lasso di tempo fra 2 e 3 minuti. Dopo essere entrati nel museo i malviventi si sono recati nelle stanze dove erano custodite le tavole.
All’interno del Museo di Messina al momento del clamoroso furto messo a segno ieri sera c’erano quattro custodi, entrati in servizio alle 19.30, come ha confermato la direttrice Marisa Mercurio, che ha ricostruito gli orari dell’incursione e la gravità del danno subito dal patrimonio culturale. Alle sue parole si aggiungono quelle dell’assessore regionale Elvira Amata che ha detto che i servizi di sicurezza hanno funzionato. Ecco perché gli investigatori da questa mattina stanno sentendo i custodi del Museo regionale per ricostruire le fasi del furto delle opere di Antonello da Messina. Quando i ladri hanno spaccato le teche per impadronirsi delle tavole il sistema d’allarme sarebbe scattato immediatamente e le telecamere della video-sorveglianza, piazzate nelle stanze e anche queste funzionanti, avrebbero ripreso la scena.
Gli investigatori dunque stanno cercando di capire cosa non abbia funzionato nell’apparato complessivo di sicurezza. Le immagini sono al vaglio degli inquirenti per risalire agli autori del furto. Pare infatti che a chiamare la polizia siano stati i passanti e non i custodi. Un giallo che va chiarito al più presto.Oltre ai custodi presenti al museo a Ferragosto, la polizia che indaga sul furto delle opere di Antonello da Messina sta interrogando altri impiegati della struttura. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Messina, stanno raccogliendo testimonianze utili alle indagini per capire cosa non abbia funzionato nell’apparato di sicurezza complessivo del museo dopo avere accertato il corretto funzionamento durante il colpo del sistema di allarme e di quello di video-sorveglianza.
Il comunicato della Procura della Repubblica di Messina
«Com’è noto, nella serata di ferragosto si è registrato in furto di alcuni capolavori di Antonello da Messina, presso il museo regionale di Messina. Si tratta di tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e della tavoletta bifronte, Madonna col bambino e Francescano in adorazione, da un lato, Ecce homo, dall’altro. Nel corso della fuga, gli autori del furto hanno abbandonato, in prossimità della recinzione del museo, le altre due tavole del Polittico. La Procura di Messina sta procedendo a carico di persone, allo stato, ignote in ordine al delitto previsto dall’art. 518-bis, comma 2, codice penale, furto pluriaggravato di opere d’arte». E’ quanto si legge in una nota del procuratore capo di Messina, Antonio D’Amato. Le attività investigative, coordinate dalla Procura distrettuale di Messina, sono delegate alla squadra mobile della questura e ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. «Esse si alimentano, nella immediatezza, con l’acquisizione di fonti dichiarative del personale di vigilanza del museo medesimo, nonché delle immagini degli impianti di video sorveglianza dello stesso museo e di quelli posti lungo la pubblica via», prosegue la nota del procuratore. Il comunicato della Procura «viene diramato in ragione del clamore suscitato dal pubblico interesse che riflette la notizia del furto di capolavori artistici, nei quali sono riposti la cifra culturale e il profilo identitario del nostro Paese, oltre che di Messina e della Sicilia».
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