Etna, un danno da 22 milioni di euro. Assoesercenti: «Serve un piano strategico per l’emergenza»
L’emergenza provocata dall’attività dell’Etna e le conseguenti limitazioni all’operatività dell’aeroporto di Catania rischiano di avere un impatto economico ben più ampio di quello legato al solo trasporto aereo. Secondo una nuova elaborazione di Assoesercenti, infatti, sarebbero oltre 104 mila i passeggeri associati ai voli cancellati, con una ricaduta potenziale sull’intera filiera turistica siciliana che, nello scenario più severo, può arrivare a circa 22 milioni di euro.
La stima aggiornata dall’associazione parte dai dati relativi all’emergenza: circa 1.900 voli programmati, 630 riprotetti o dirottati su altri aeroporti e una quota del 36% cancellata. Applicando questa percentuale, si arriva a circa 684 movimenti cancellati. Per stimare il numero dei passeggeri coinvolti, Assoesercenti ha utilizzato i dati del Bilancio di Sostenibilità SAC 2025, dal quale emerge una media di 152,7 passeggeri per movimento. Il risultato è di circa 104.400 passeggeri associati ai voli cancellati. L’associazione precisa però che si tratta di una stima statistica e non del numero effettivo di persone rimaste a terra, che potrà essere definito soltanto attraverso i dati delle compagnie aeree e degli operatori aeroportuali.
Persi piu’ di cinquantamila turisti
Non tutti i passeggeri sono turisti. Per questo Assoesercenti, in assenza di dati ufficiali sulla composizione dei viaggiatori interessati dalle cancellazioni, ha utilizzato uno scenario centrale nel quale il 50% dei passeggeri viene considerato a finalità turistica. Ne deriva una platea stimata di circa 52.200 potenziali viaggiatori. Per calcolare la spesa turistica associata, l’associazione ha preso come riferimento il dato della Banca d’Italia relativo alla spesa media giornaliera dei viaggiatori stranieri pernottanti in Italia, pari nel 2025 a 139,1 euro. In uno scenario di tre giorni di permanenza, la spesa potenziale sarebbe di circa 21,8 milioni di euro; con quattro giorni salirebbe a 29 milioni, con cinque a 36,3 milioni e con sei giorni a 43,6 milioni. Si tratta, precisa Assoesercenti, del valore teorico della spesa associata ai soggiorni e non di un danno economico già contabilizzato. Per arrivare a una stima più prudente dell’impatto effettivo, l’associazione ipotizza inoltre che il 50% della spesa potenziale possa essere stato recuperato grazie a riprotezioni, modifiche dei viaggi o successivi arrivi in Sicilia. In questo scenario, la spesa potenzialmente non recuperata viene stimata in circa 10,9 milioni di euro per tre giorni di permanenza, 14,5 milioni per quattro giorni, 18,2 milioni per cinque giorni e 21,8 milioni per sei giorni. È quest’ultimo lo scenario massimo considerato da Assoesercenti, arrotondato a circa 22 milioni di euro.
Il danno riguarda l’intero indotto
Un altro elemento evidenziato dall’associazione riguarda la distribuzione della spesa. Utilizzando la composizione rilevata dalla Banca d’Italia per il Sud e le Isole, Assoesercenti stima che sullo scenario centrale di 18,2 milioni di euro di spesa potenzialmente non recuperata, circa 8,8 milioni riguarderebbero ricettività e alloggio. Ma oltre la metà dell’impatto, circa il 51,9%, ricadrebbe su attività diverse dagli alberghi: circa 4,2 milioni sulla ristorazione, 1,5 milioni su trasporti, taxi e NCC, 2 milioni sul commercio e circa 1,7 milioni su escursioni, attività e altri servizi. «Il dato che emerge con maggiore chiarezza è che l’emergenza non riguarda soltanto l’aeroporto e non riguarda soltanto gli alberghi», sottolinea il presidente di Assoesercenti, Salvo Politino. «Quando un turista non arriva in Sicilia, vengono meno una camera, ma anche una cena al ristorante, un trasferimento NCC o taxi, un autonoleggio, un’escursione, una visita guidata e gli acquisti nei negozi». Politino sottolinea come la prima stima dell’associazione, elaborata nelle fasi iniziali dell’emergenza, fosse necessariamente prudenziale. «Oggi abbiamo elementi ulteriori che ci consentono di affinare il calcolo e di spiegare meglio come si distribuisce l’impatto economico». Il presidente ribadisce però la natura previsionale della cifra: «Non stiamo parlando di un danno già contabilizzato. Stiamo parlando di una stima economica che ora vogliamo verificare attraverso i dati reali delle imprese».
Un piano permanente per l’emergenza
Da qui la richiesta di Assoesercenti alle istituzioni: creare un tavolo permanente che coinvolga SAC, Regione Siciliana, ENAC, ENAV, compagnie aeree, aeroporti alternativi, sistema dei trasporti e rappresentanze delle imprese. L’obiettivo è definire procedure condivise per affrontare le emergenze e garantire la continuità turistica. «L’Etna è una risorsa straordinaria della Sicilia e la sicurezza dei voli viene naturalmente prima di tutto», afferma Politino. «Ma sappiamo che l’attività vulcanica può provocare conseguenze sull’operatività aeroportuale. Per questo dobbiamo essere preparati». E conclude: «Non possiamo impedire all’Etna di eruttare, ma possiamo evitare che ogni emergenza naturale si trasformi automaticamente in un’emergenza economica per migliaia di imprese siciliane».
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