Emilia Romagna

Hanno tentato di entrare nel mio camper, ci fossero riusciti sarei morto


Non ha dubbi Gionata Pollini su quella che sarebbe stata la sua fine se quella notte del 19 luglio non fosse riuscito a ripararsi nel suo camper. Il 49enne, da circa un anno stanziato nel parcheggio di viale Tritone a Pinarella di Cervia, si sente molto più che fortunato. L’uomo è tra i pochi testimoni del brutale pestaggio che quella domenica di luglio ha portato alla morte del 54enne Nicola Musiani, deceduto il 22 luglio all’ospedale Bufalini di Cesena dopo giorni di agonia. 

L’aggressione a Nicola Musiani

Pollini, lavoratore stagionale, quella notte rientra intorno alle 2 del mattino nel suo camper e incontra subito Nicola. “Mi disse che era stato avvicinato da un gruppetto di ragazzi che lo voleva aggredire e gli suggerii di chiamare il 112 – racconta il 49enne –. Dopo un paio di ore mi sono affacciato dal camper perché sentivo che il vociare che di solito c’è a quell’ora si faceva più forte. In quel momento ho visto questi 5-7 ragazzi dare addosso a Nicola con bottiglie e sedie. Lui ha cercato di difendersi ma questi gli tiravano cose sempre più pesanti, fino a quando lui è scappato. Ho pensato sarebbe riuscito a nascondersi da qualche parte, intanto ho chiamato il 112 intorno alle 4 del mattino”. 

Dopo l’omicidio Musiani, Pinarella ha paura? Cosa racconta chi ci vive e ci lavora

Un’ora dopo Pollini racconta di essere uscito dal camper alla ricerca di Nicola. “Volevo sapere dove fosse, di solito bazzicava sempre davanti al suo camper. Come mi sono avvicinato al retro del mio camper però ho visto questo gruppetto di ragazzi, Nicola non lo vedevo, ho girato i tacchi e sono rientrato in camper ma intanto ho sentito che si stavano avvicinando”, spiega Gionata. Di lì a poco per il 49enne inizia l’inferno. 

“Sembravano animali, fossero entrati mi avrebbero ucciso”

I ragazzi si sarebbero avvicinati al camper cercando di prendere la bicicletta dell’uomo legata fuori. “Sono uscito, anche abbastanza tranquillo. Gli ho detto di lasciare la bici e in un attimo mi sono venuti incontro. In un secondo ho chiuso la porta e mi sono barricato dentro”. Le parole che Gionata racconta di aver sentito non lasciano spazio all’immaginazione. “Uno diceva ‘o esci tu o entriamo noi’. Poi, forse un altro, con una spranga di ferro ha sfondato il vetro della finestra della camera da letto cercando di prendermi. Come mi sono spostato hanno infilato questa sorta di tubo anche nel vetro della cucina e poi hanno tentato con il vetro del passeggero cercando di prendermi”. Per la seconda volta, intorno alle 5, l’uomo riferisce di aver chiamato i carabinieri. “Ho messo il vivavoce così che potessero sentire anche loro l’operatore del 112. Come hanno sentito sono scappati lasciando il tubo di ferro all’interno del camper”. 

IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE AL CAMPER

Sull’identità dei ragazzi che avrebbero tentato di sfondare il suo camper il 49enne però non ha dubbi: “Erano in cinque e gli stessi che prima avevano aggredito Nicola. Sembravano degli animali, avevano uno sguardo da pazzi, non so cosa avessero assunto. Se fossero riusciti a bloccare la porta o a tirarmi fuori mi avrebbero ucciso. Avrei fatto la sua stessa fine, ne sono certo”.

Gli indagati per l’omicidio di Nicola Musiani

Nel frattempo proseguono le indagini sull’omicidio del 54enne condotte dalla pm Angela Scorza. Gli indagati dalla Procura di Ravenna per la morte di Nicola Musiani, tutti accusati di omicidio in concorso aggravato dai futili motivi, sono quattro ragazzi del Forlivese ora smistati in diverse case circondariali tra Forlì, Ravenna e Ferrara: Oussama Ragme, 22 anni di Meldola, Conor Finn Long, 19 anni anche lui di Meldola, Houssam Abir, 22 anni, residente a Forlì e Bilal Mahboubi, 23 anni, residente a Santa Sofia. Tra i coinvolti c’è anche un minorenne, già segnalato alla Procura dei Minorenni di Bologna, e una sesta persona ancora non identificata. 


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