Chi sono i ragazzi di AlmaLibre, la community dei giovani friulani che riscopre la vita senza smartphone
Una schitarrata al chiaro di luna sul lago, un pomeriggio di giochi da tavolo al parco, una giornata al mare in compagnia di decine di giovani, tutti rigorosamente senza cellulare. No, non sono i ricordi di qualche nostalgico degli anni ’80, né i testi di una canzone di Venditti o di Battisti. È ciò che si fa durante gli eventi di AlmaLibre, la ‘tribù’ che vuole vivere la vita al massimo, nata dall’idea di una giovanissima friulana, la 22enne Sharon Cudicio. Nel giro di pochissimi anni, la community di AlmaLibre ha raggiunto migliaia di ragazzi, con 7mila follower su Instagram, una crescita “inaspettata” per la fondatrice, che, come moltissimi giovani della sua età, si divide tra studio, amici e qualche lavoretto per arrotondare. Sharon, infatti, è al secondo anno di psicologia all’università, e frequenta anche un corso di counseling. Fin dalle superiori, tuttavia, si era resa conto che una quotidianità fatta di studio, lavoro e aperitivo non faceva per lei.
“Ho speso tutti i miei soldi per un viaggio”
“Tutto è cominciato in quarta superiore — ci ha raccontato —. Era un periodo no, avevo 60 euro e li ho spesi tutti per un viaggio in Portogallo da sola a fare volontariato e workaway, cioè alcune ore di lavoro ogni giorno in cambio di vitto e alloggio. È stata un’esperienza rivoluzionaria, in positivo perché mi ha fatto vedere le cose belle della vita, ridere, sognare, incontrare persone, capire la differenza tra superficialità e leggerezza. Il viaggio ha avuto, però, anche un risvolto negativo: mi sono resa conto che queste cose in Friuli non le avevo, perché mi ero appena trasferita in un altro paese rispetto a quello dove abitavo in precedenza, per cui stavo vivendo un periodo brutto e di solitudine, e dopo il viaggio non volevo tornare alla vita di prima.”
“All’inizio avevo 50 follower”
“Poco dopo è nato AlmaLibre — ha continuato Sharon — e all’inizio avevo soltanto 50 follower. È nato come un gioco, mi ricordo che ero nel mio giardino e pensavo a che vita volessi vivere: volevo viaggi e contatti con altre culture. Mi ricordo che chiesi a Chatgpt di rappresentare con un’immagine il mio sogno e, tornando al presente, poco fa ho scattato una foto durante un evento di AlmaLibre a Grado: descrive esattamente ciò che avevo immaginato anni prima. Nel 2024, dopo un altro meraviglioso viaggio in Costa Rica, ho ripreso in mano AlmaLibre, che in due anni è cresciuto tantissimo. Ora direi che l’80 per cento delle cose belle della mia vita deriva da AlmaLibre, tra amicizie e collaborazioni.” Abbiamo chiesto a Sharon se, secondo lei, i ragazzi di oggi stiano tornando a preferire una socializzazione come “ai vecchi tempi”, dal vivo e senza tecnologia: “Certamente, c’è un grande bisogno di tornare all’autenticità che c’era un tempo, io ho solo dato un nome a questa esigenza di comunità: una volta non ci sarebbe stato bisogno di AlmaLibre. Non siamo mai stati così soli come in questa epoca, e i commenti che ci arrivano dopo gli eventi ci fanno capire che siamo sulla strada giusta: ‘Che sintonia che c’era’, oppure ‘Mi sono sentito capito, accolto’. Era ciò che sentivo io in viaggio. Il nostro valore fondamentale è la libertà, la libertà di scegliersi la propria rotta: tutti si sono stufati di fare la classica vita, prima l’università, poi il lavoro d’ufficio sicuro, la pensione e la morte. Libertà vuol dire scegliersi la propria vita, anche interiore, e poter uscire dagli schemi. L’altro nostro cardine è l’autenticità, cioè essere naturali, sé stessi: spesso nei cerchi di apertura, per rompere il ghiaccio, chiediamo ai partecipanti qualcosa di vero su di loro, come un sogno o una difficoltà che stanno vivendo.”

Come funzionano gli eventi di AlmaLibre
Ma cosa si fa, concretamente, durante gli eventi di AlmaLibre? “Ne abbiamo sperimentati tanti — ci ha risposto la fondatrice —. Solitamente, dopo l’arrivo dei partecipanti, facciamo il classico cerchio di apertura per conoscersi e creare un po’ di intesa, e tutti portano qualcosa da mangiare e da bere. Qualcuno potrebbe dire: ‘Perché non cucini tu, dato che organizzi l’evento?’. Secondo me preparare qualcosa per gli altri ha un valore intrinseco, ed è già uno spunto di conversazione, come succede negli ostelli. Dopo ci sono vari giochi, ma ho capito con il tempo che non ha senso organizzare tutto per filo e per segno: la principale esigenza dei ragazzi che vengono agli eventi è chiacchierare e stare insieme, per cui lasciamo molto spazio a questi momenti liberi. Una cosa a cui tengo molto è la schitarrata finale: a suonare sono spesso dei volontari, si canta tutti insieme per un’ora o anche di più. Un’altra caratteristica tipica dei nostri eventi sono i luoghi naturali, che fanno sempre da cornice, al mare, al lago, sempre con l’idea di scoprire il territorio che ci circonda. Abbiamo sempre idee nuove — ha continuato Sharon —, abbiamo proposto i giri con gli husky sulla neve, i laboratori di pittura di ceramiche, twerk therapy, body painting e tanto altro, ma l’evento classico rimane quello che ci piace di più. Sicuramente una cosa che introdurremo è di fare più giochi di gruppo, ci è stato chiesto da più persone”. Oggi Sharon non è più da sola a gestire dei numeri che diventano sempre più grandi: “Ho un mio ‘cerchio magico’ di collaboratrici, che mi aiuta a pensare e organizzare gli eventi. Ho sempre sognato di avere amici così, sono molto grata, ci alimentiamo a vicenda con le nostre idee ed esperienze.”
I sogni di Sharon, dal volontariato in Africa alla mega casa di AlmaLibre
La fondatrice di AlmaLibre è un autentico vulcano di idee, anche le più stravaganti. D’altra parte sembra sia questa la sua filosofia: non porsi limiti, di sicuro non nell’immaginazione: “Se dovessi sognare un’utopia riguardo ad AlmaLibre, vorrei dare il via a una rivoluzione gentile per vivere una vita diversa. Siamo ormai una comunità grande, AlmaLibre non è solo gli eventi, abbiamo gruppi Whatsapp con centinaia di persone dentro, e ci aiutiamo tutti. Poco tempo fa una ragazza è stata aiutata a trovare casa, un’altra a dipingere la Punto, e via dicendo. Io sogno in grande, per esempio: quanto sarebbe bello aiutare le persone tutti insieme, tipo andando in Nigeria ad aiutare a costruire una scuola? Oppure costruire una mega casa di AlmaLibre da qualche parte nel mondo? O andare in giro a colorare le città? Mi piace circondarmi di persone con cui si può anche dare libero sfogo alla creatività e dire queste cose, serie e meno serie. Mi piacerebbe molto organizzare veri viaggi con AlmaLibre — ha continuato Sharon — gli ostacoli sono principalmente legati alla burocrazia, e a volte mi scoraggiano un po’.”

Quanto costa partecipare
Partecipare agli eventi di AlmaLibre non è gratis: a seconda del tipo di attività il costo può variare, dai 20, 30, 40 euro circa per un evento serale ai 130 euro per un weekend in montagna, da venerdì a domenica. Sharon ha voluto subito prevenire eventuali critiche legate ai prezzi di iscrizione: “La mia idea non è rendere AlmaLibre un business, non lo faccio per guadagnare. Le quote servono per coprire i costi di gestione, ma non solo: il tempo che io dedico ad AlmaLibre lo porto via a qualcos’altro, quindi va riconosciuto. Non è comunque mia intenzione ‘lucrare sulla solitudine delle persone’ o cose del genere, io vorrei lavorare nel mondo del counseling e non vorrei mai che AlmaLibre diventasse la mia fonte di guadagno principale, perderebbe tutto il suo fascino. Io in primis gli eventi li organizzo perché mi piace esserci, raramente ne salto uno. E c’è anche da dire che io sono felice quando i membri della community si vedono anche fuori dagli eventi, in autonomia e ‘gratis’, cosa che succede molto spesso. Se avessi dei veri guadagni da AlmaLibre li userei per un viaggio, non per vivere.”
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