Piena solidarietà a Caneschi. Il Pd aretino chiuda per fallimento

“Esprimo piena solidarietà ad Alessandro Caneschi per la presa di posizione pubblica con cui sette circoli del Partito Democratico hanno deciso di contestare la sua nomina a capogruppo in Consiglio comunale”. A intervenire è Renato Viscovo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, rieletto dopo il mandato amministrativo svolto dal 2020 al 2026. Il riferimento è a sette segretari di circoli Pd di Arezzo che hanno preso posizione contro il fatto che il ruolo di capogruppo dei Dem è ricoperto da alcuni giorni da Alessandro Caneschi.
“Con Caneschi ci separano idee e appartenenza politica. È stato nostro avversario per sei anni e continuerà a esserlo dai banchi dell’opposizione. Non c’è quindi alcuna vicinanza politica da parte mia. Ma proprio per questo posso riconoscere, senza ambiguità, di aver avuto di fronte in questi anni un amministratore serio e preparato, che ha sempre affrontato il confronto consiliare studiando le pratiche e mantenendo il dibattito sul piano politico”.
“Ciò che lascia davvero perplessi, però, è lo spettacolo che ancora una volta offre il Partito Democratico aretino. Dopo una sconfitta elettorale, anziché interrogarsi sulle ragioni per cui i cittadini hanno scelto ancora una volta il centrodestra, il Pd sembra più interessato a regolare pubblicamente i propri conti interni. Sette circoli contro il gruppo consiliare, una parte del partito contro un’altra, mentre le polemiche finiscono direttamente sui giornali”.
“È significativo che siano gli stessi esponenti del Pd a parlare di “giochi di palazzo”. Non lo diciamo noi di Fratelli d’Italia: lo scrivono loro. Ed è difficile trovare una fotografia più efficace della situazione in cui versa oggi il Partito Democratico aretino”.
“Questa vicenda evidenzia anche una differenza politica e organizzativa profonda. Fratelli d’Italia è una comunità politica compatta, nella quale esistono naturalmente confronto e discussione, ma le questioni vengono affrontate nelle sedi del partito, cercando una sintesi e rispettando poi le decisioni assunte. Nel Pd, invece, sembra ormai diventata una consuetudine trasformare ogni scelta in una resa dei conti pubblica”.
“E trovo particolarmente singolare che, mentre si continua a pronunciare la parola “rinnovamento”, si finisca per mettere alla porta simbolicamente chi ha maturato esperienza amministrativa. Il rinnovamento è necessario quando significa nuove idee, energie e capacità. Diventa soltanto uno slogan quando viene utilizzato come strumento nelle battaglie tra correnti”.
“Noi continueremo a confrontarci duramente con Caneschi e con tutto il Partito Democratico sulle scelte che riguardano Arezzo. Questo è il nostro compito e questa è la politica. Ma un conto è essere avversari, un altro è non riconoscere la serietà istituzionale di chi siede dall’altra parte dell’aula”.
“La differenza, alla fine, è sotto gli occhi di tutti: mentre Fratelli d’Italia discute, trova una sintesi e governa compatto, nel Pd aretino la campagna elettorale è finita ma la guerra interna sembra essere appena cominciata”.
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