Toscana

Aperti al dialogo politico, ma ci sono limiti da non superare


Fieramente all’opposizione. Per il momento il posto in cui siederà Futuro Nazionale è dall’altra parte della barricata. E a ribadirlo è stato lo stesso Cristiano Romani che, del generale Vannacci è un fedelissimo della prima ora. Ponti chiusi dunque col centro destra aretino? Non proprio. “Se vogliono parlare con noi siamo felici di ascoltarli – ha detto il coordinatore di Fnv – Certo, ci sono dei limiti da non superare”. Quali? Primo tra tutto il principio “prima gli aretini”. Ecco su questo punto nessuno dei vannacciani di casa nostra è disposto a cedere terreno.

Spiegando meglio. In occasione dell’ultima conferenza stampa il coordinatore Romani ha voluto dissipare, se ce ne fosse mai stato bisogno, alcuni dubbi. Primo punto all’ordine del giorno il tesseramento del consigliere Aldo Poponcini che da civico è ufficialmente entrato a far parte del partito di “destra autentica”, come si autodefiniscono i suoi appartenenti. Un cambio di maglia che, indirettamente, ha segnato l’ingresso di Futuro Nazionale in consiglio comunale. Sì perché, sebbene Poponcini rimarrà formalmente parte del gruppo misto, è altrettanto evidente che le sue istanze saranno quelle condivise con i militanti di Fnv. “Non escludiamo – ha detto sempre Romani a margine della conferenza – che possa anche formarsi il gruppo consigliare Futuro Nazionale. Abbiamo ricevuto chiamate da altri membri dell’assise che, per un motivo o per un altro sono scontenti. Vedremo”.

“Prima gli aretini, gli altri dopo”

E perché allora non appoggiare la maggioranza? Fermo restando che non sono note richieste da parte del “centro destra classico” verso i vannacciani, questi ultimi non hanno affatto nascosto le loro forti perplessità su vari ambiti. Ultimo per ordine cronologico è l’incontro le comunità straniere del 18 luglio a cui ha preso parte il sindaco Comanducci. L’obiettivo di quel momento, così come riportato dall’assessora alle pari opportunità Antonella Di Tommaso sui social, è stato quello di aprire un “dialogo che rappresenti il primo passo per costruire una comunità più coesa. L’integrazione nasce dal rispetto reciproco, dalla conoscenza e dalla volontà di camminare insieme, valorizzando le differenze come una ricchezza”.

“Per me prima vengono gli aretini – ha detto Romani – gli aretini di via Fiorentina, di via Filzi, di Saione, che hanno a che fare tutti i giorni con la gente che era probabilmente anche riunita in quella sala. Prima pensiamo agli aretini e poi dopo a tutti gli altri. Non è che perché abbiamo un consigliere musulmano (Rasel Ahmed ndr) dobbiamo andare in ginocchio a pregare questa gente. Loro si assimilano alla nostra cultura e non ci saranno problemi. Mi farebbe piacere sapere cosa si è deciso in quella riunione e quali decisioni sono state prese e cosa gli è stato promesso a questa gente”.

Che cosa vi potrebbe far cambiare posizione? Qualche offerta di assessorati, oppure aprire un dialogo politico in vista del 2027? “Noi non siamo alla ricerca di posti. Noi siamo alla ricerca di idee, di portare le nostre idee all’interno della maggioranza, che mi sembra che in questo momento né ha poche e confuse. Quindi se loro vogliono dialogare con noi, alzano il telefono, ci troviamo e cominciamo a dialogare. Certamente ci sono, ripeto, per l’ennesima volta linee rosse da non superare, come per esempio quello di riunire gente del Bangladesh e di altre nazionalità in una sala. Prima si riunisce gli aretini, si sente i bisogni degli aretini, si risolve il problema degli aretini e poi si pensa a tutti gli altri”.

L’intervista integrale a Cristiano Romani

Romizi: “Centro destra pirandelliano”

“Tra le file della destra più becera si aggira una preoccupazione – scrive in una nota il consigliere comunale di Avs Francesco Romizi – Il sindaco non ha dato seguito al motto risuonato nella conferenza stampa di ieri del neoconsigliere comunale di Futuro Nazionale: ‘prima gli italiani’. Ma quali sono questi ‘italiani’ che devono venire prima? E ‘prima’ di cosa? Di chi? La politica per questi estremisti è diventata una questione di orario, non di contenuto. Personalmente, dall’opposizione, non mi sottraggo dal dire che Comanducci ha invece fatto bene a ricevere i rappresentanti delle comunità straniere presenti nel territorio. Una città è anche questo: accoglienza. E da cosa può partire quest’ultima se non dalla conoscenza reciproca? Da una parte di prende atto che Arezzo non è solo composta dalla ‘razza bianca’, dall’altra parte si spera nel recupero della purezza etnica. E non finisce qui: perché in consiglio comunale c’è già una mozione della Lega per invitare il consiglio comunale a esprimersi per la grazia a favore del gioielliere coinvolto nel più recente caso di cronaca giudiziaria. Al di là dell’inutilità della proposta, dell’ignoranza assoluta di cui è frutto, della squallida strumentalizzazione molto coerente con il loro stile, saremo curiosi di vedere, anche in quel caso, se mai verrà votata, quante sono le anime del centrodestra che attualmente amministra. Arriverà il momento del cortocircuito”.


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