Lazio

L’estate mette a rischio la fertilità maschile. Calo degli spermatozoi fino al 30%

La morsa del caldo torrido e le prolungate ondate di calore che stanno caratterizzando la stagione estiva non rappresentano solo un problema di spossatezza o di pressione bassa, ma nascondono insidie dirette per la salute sessuale e la fertilità dell’uomo.

A lanciare l’allarme è il Prof. Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerca Altamedica e presidente della SIDIP (Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale).

Il fattore di rischio principale risiede nel fenomeno delle cosiddette “notti tropicali”, in cui le colonnine di mercurio restano elevate anche al calare del sole.

Questo impedisce al corpo di raffreddarsi e mette sotto stress l’apparato riproduttivo maschile, i cui testicoli sono posizionati all’esterno dell’addome proprio per poter lavorare a una temperatura fisiologicamente inferiore rispetto a quella corporea.

Meno libido subito, ma il vero danno si vedrà in autunno

Nell’immediato, il calore eccessivo incide direttamente sulla qualità della vita intima, alterando la performance e riducendo il desiderio senza però intaccare i livelli ormonali:

“Molti uomini riferiscono in questi giorni un calo del desiderio e della performance, ma non è il testosterone a diminuire improvvisamente. Il problema nasce soprattutto dalle notti tropicali: si dorme peggio, aumenta lo stress, cresce la disidratazione e l’organismo è più affaticato. Tutti fattori che riducono libido ed efficienza sessuale.” Prof. Claudio Giorlandino, Direttore Scientifico Altamedica

Se il calo dell’efficienza sessuale si manifesta nell’immediato, le conseguenze sulla fertilità sono invece a scoppio ritardato. Lo stress termico causa stress ossidativo e altera le cellule che producono gli spermatozoi, compromettendone il DNA, il numero e la motilità.

Poiché il ciclo di maturazione di uno spermatozoo (spermatogenesi) dura circa 90 giorni, le conseguenze dell’ondata di calore estiva emergeranno solo tra settembre e ottobre. I dati internazionali indicano che dopo estati afose si registra:

Un calo del 20-30% della concentrazione e della motilità degli spermatozoi;

Un aumento della frammentazione del DNA spermatico, valore correlato a maggiori difficoltà di concepimento e a un rischio più alto di aborti precoci;

Una riduzione del volume del liquido seminale legata alla disidratazione.

La buona notizia: il fenomeno è reversibile

Nonostante il quadro clinico, il Prof. Giorlandino ci tiene a rassicurare le coppie: le alterazioni non sono permanenti.

Quando i testicoli tornano a lavorare a temperature adeguate, nell’arco di tre mesi (ossia un ciclo completo di spermatogenesi) la qualità seminale e la fertilità tendono a ripristinarsi totalmente.

Per proteggere l’apparato riproduttivo, gli esperti raccomandano di curare l’idratazione quotidiana, garantire ambienti freschi per il riposo notturno, evitare l’uso prolungato di saune o abiti troppo stretti e tenere conto della stagionalità della fertilità, specialmente per chi sta pianificando una gravidanza o percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

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