Marche

perquisizioni nelle case degli ultras tra Rimini e Cattolica


FANO Raffica di perquisizioni tra Rimini e Cattolica per l’agguato ai danni di tifosi fanesi, avvenuto alla metà del marzo scorso. Un’operazione congiunta dei carabinieri e della Digos, disposta dalla procura della Repubblica a Rimini ed effettuata nelle prime ore di ieri, ha riguardato 14 persone, indagate per i reati di rissa, lesioni personali aggravate e travisamento del volto. Rivenuti e sequestrati ordigni detenuti illegalmente, hashish ed altri elementi ritenuti utili alla prosecuzione delle indagini. 

La partita in campo neutro

I fatti risalgono al 14 marzo scorso, prima che iniziasse la partita di calcio tra i pesaresi del Vismara e i granata dell’Alma Fano, campionato di Promozione girone A, in campo neutro allo stadio “Calbi” di Cattolica. Due gruppetti di supporter fanesi, arrivati allo stadio su altrettante automobili, sono stati aggrediti da un gruppo di facinorosi con il volto coperto da caschi. In mano delle aste. Le botte hanno provocato una decina di contusi tra i supporter granata. Tra chi è stato colpito, qualcuno è ricorso alle cure dell’equipe medica presente allo stadio: ghiaccio fornito dal bar per attenuare ecchimosi e bozzi. Uno dei sostenitori granata è invece dovuto correre in pronto soccorso per farsi applicare punti di sutura alla testa. Gli inquirenti romagnoli ritengono presumibile che la persona sia stata colpita con una pietra, raccolta in un cantiere edile nelle vicinanze dello stadio cattolichino: trauma cranico e 30 giorni di prognosi. Oltre ai bastoni, nella zona dell’aggressione sono stati recuperati altri oggetti contundenti. Il lancio di diversi fumogeni, verso la comitiva granata, ha preceduto l’aggressione a cui, risulta dalle indagini, una parte dei tifosi fanesi «ha reagito». L’episodio si è concluso con un bilancio abbastanza contenuto, per fortuna, rispetto alla potenziale pericolosità.

Si calcola infatti che circa 150 supporter dell’Alma Fano avessero già preso posto all’interno dell’impianto sportivo cattolichino. Diversi si sarebbero riversati all’esterno, quando si è saputo dell’aggressione, per portare soccorso ai tifosi granata accerchiati. Dalle cronache dell’episodio risulta che il violento agguato sia avvenuto in presenza di bambini e di minorenni. Erano al “Calbi”, con qualche adulto, per godersi una giornata di calcio che, invece, è stata rovinata da comportamenti incompatibili con la cultura sportiva. Un esempio da cancellare anche per i giovanissimi calciatori impegnati in una partita di categoria nel campo attiguo.

La rivalità storica

Gli inquirenti romagnoli stanno indagando sull’episodio, avvalendosi finora sia degli accertamenti subito successivi alla rissa sia della conoscenza riguardo al locale ambiente ultrà. Nelle prime ore di ieri mattina sono iniziate le perquisizioni tra Rimini e Cattolica, sia personali sia domiciliari. Sono state disposte nei confronti di 14 persone che, ritengono gli inquirenti, avrebbero avuto un ruolo nella rissa di oltre due mesi fa. Secondo la procura della Repubblica a Rimini, l’esplosione di violenza avrebbe alla sua origine una rivalità storica tra le tifoserie più accese dell’Alma Fano, da una parte, del Rimini e del Cattolica dall’altra.




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