ammessi video e foto sull’effetto diga
SENIGALLIA Il processo per l’alluvione che il 15 settembre 2022 ha devastato Senigallia e la sua vallata resta a L’Aquila e compie un passo avanti decisivo sul fronte delle prove. Nel corso dell’udienza di ieri, il gup ha infatti ammesso e acquisito agli atti il materiale documentale prodotto dall’avvocato Simeone Sardella, legale di un gruppo di alluvionati. Si tratta di un prezioso corpus di prove costituito da video e immagini girate prima e dopo la catastrofe, per documentare la responsabilità di ponte 2 Giugno, ora ponte Angeli, nel provocare l’effetto diga che ha allagato una parte del centro storico e del rione Porto.
Le produzioni
«Sono state ammesse le mie produzioni documentali – spiega l’avvocato Sardella – essenzialmente prove video e fotografiche dell’inequivocabile ruolo causale di ponte 2 Giugno e dei parapetti chiusi dentro gli argini, nel provocare l’inondazione della città». Intanto un punto a favore delle parti lese l’ha messo la dottoressa Giulia Colangeli, respingendo le questioni preliminari sollevate dai difensori dei 22 imputati e degli enti responsabili civili, tra cui Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Serra de’ Conti, Consorzio di Bonifica e le società collegate Service Srl e Bonifica Marche Engineering Srl.
Nella precedente udienza era stata eccepita l’incompetenza territoriale per riportare i faldoni ad Ancona. Il procedimento era, infatti, approdato in Abruzzo proprio a causa dell’incompatibilità formale legata a un magistrato dorico rimasto danneggiato dall’alluvione. Circostanza che i legali degli imputati ritenevano ormai superata. Il gup ha, inoltre, rigettato la richiesta della Provincia di Ancona di investire della questione la Corte di Cassazione con un rinvio pregiudiziale. Un doppio binario difensivo che avrebbe congelato il procedimento chissà per quanto tempo, allungando a dismisura i tempi a danno delle oltre 250 parti civili costituite, tra cui la Società Italiana di Geologia.
Il dibattimento resta dunque nel capoluogo abruzzese, sventando il rischio del balletto di competenze. Sul fronte delle strategie processuali, nessuno dei 22 imputati – tra dirigenti pubblici, funzionari e tecnici che a vario titolo devono rispondere di inondazione colposa, omicidio colposo plurimo e lesioni gravi – ha formulato richiesta di riti alternativi, tracciando la strada verso il vaglio ordinario. L’udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 29 giugno. Il giudice si dovrà pronunciare su alcuni documenti residui prodotti dall’avvocato Canafoglia, difensori di numerosi alluvionati, per dare poi il via alla discussione finale. Con tutta probabilità, già alla fine del mese prossimo arriverà la decisione sui rinvii a giudizio.




