Palazzo del Fumetto a Lecce per laboratorio didattico inclusivo
PORDENONE – Un ponte tra Pordenone e la Puglia: si è svolto nel fine settimana a Matino, in provincia di Lecce nel Centro Amici di Nico che si occupa di servizi per l’autismo il percorso di disegno e fumetto promosso dal Palazzo del Fumetto di Pordenone, un progetto nato dall’incontro con il Prefetto Natalino Manno e diventato un ponte concreto tra i due territori.
Venerdì 11 e sabato 12 settembre i partecipanti hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi alle tecniche del disegno e del fumetto sotto la guida di Luca Tonin, illustratore, grafico e docente del Palazzo del Fumetto. Un’esperienza che ha rappresentato l’occasione per sperimentarsi, confrontarsi, esprimere la propria creatività e, soprattutto, mettere in luce capacità e interessi che spesso attendono soltanto un’occasione per emergere.
L’iniziativa nasce dall’ex Prefetto di Pordenone, Natalino Manno, attualmente a Lecce che ha conosciuto alcuni ragazzi del Centro nelle sedi di Matino e Lizzanello rimanendo colpito dalla qualità e dalla forza espressiva dei loro disegni.
Da quell’incontro è nata l’idea di mettere in contatto la realtà pugliese con un’eccellenza assoluta della Nona Arte come il Palazzo del Fumetto di Pordenone, attraverso l’intercessione del vice presidente del Palazzo del Fumetto Emanuele Barison, tra le figure più autorevoli del fumetto italiano.
Il legame tra Pordenone e Matino si è così trasformato in un percorso capace di mettere in comune competenze, professionalità ed esperienze, portando nel Salento una parte della lunga esperienza maturata dal Palazzo del Fumetto nel campo della cultura del fumetto, dell’illustrazione e della formazione.
“L’idea che un incontro possa trasformarsi in un’opportunità concreta per i ragazzi è uno degli aspetti più belli di questa esperienza – sottolinea Emanuele Barison –. Il fumetto è un linguaggio accessibile, potente e inclusivo. Attraverso il disegno si possono raccontare storie, emozioni e mondi interiori, ma anche scoprire capacità che magari non erano ancora state riconosciute.
Il nostro compito, come Palazzo del Fumetto, è anche quello di mettere queste competenze a disposizione delle persone e dei territori”.
Per l’équipe specialistica del Centro Amici di Nico, il laboratorio ha costituito anche un’importante occasione di osservazione non soltanto del risultato finale, ma del percorso seguito da ciascun partecipante, del modo di affrontare un compito, sviluppare un’idea, accogliere una nuova indicazione, confrontarsi con gli altri e reagire all’apprendimento.
“Questa esperienza ci ha permesso di guardare ancora una volta ai nostri ragazzi partendo dalle loro capacità e non dalle loro fragilità – spiega Maria Antonietta Bove, presidente del Centro Amici di Nico –. Un laboratorio come questo può diventare uno strumento prezioso anche per la progettazione educativa e riabilitativa, perché ci consente di osservare interessi, modalità espressive e competenze che possono essere ulteriormente sviluppate. Il nostro auspicio è che esperienze di questo tipo possano essere replicate e portate anche nelle scuole e nei diversi luoghi di aggregazione”.
Il progetto di Matino si inserisce nella più ampia attenzione che il Palazzo del Fumetto di Pordenone rivolge ai temi dell’accessibilità, della partecipazione e dell’inclusione, che si affianca alla recente app museale, sviluppata in collaborazione con Willeasy, che offre contenuti accessibili in italiano e in inglese con audioguida professionale, video in LIS (Lingua Italiana dei Segni) e ISL (International Sign Language) nonchè testo semplificato con tecnica Easy-to-read certificata. L’accessibilità del Palazzo del Fumetto è garantita anche sotto l’aspetto strutturale attraverso interventi e azioni utili a rendere la visita sempre più semplice, accogliente e autonoma per tutti.




