Puglia

Per Taraneh e Romina Barletta illumina di rosso il Teatro Curci

“Ci sono storie davanti alle quali non è possibile voltarsi dall’altra parte. La vicenda di Taraneh e Romina Rahimi, due giovani sorelle iraniane, ci interroga come persone, come cittadini e come istituzioni. Taraneh è stata condannata a morte, Romina, a venticinque anni di carcere per aver partecipato alle manifestazioni antigovernative del gennaio scorso in cui si riversarono per strada migliaia di iraniani contro il caro-vita.

Secondo le denunce della famiglia le due ragazze sarebbero state sottoposte a violenza e torture durante la detenzione e sarebbero state costrette a subire pressioni per ottenere confessioni evidentemente estorte. Ci troviamo davanti a una violazione intollerabile dei diritti fondamentali della persona. Da Sindaco di Barletta sento il dovere di dire che noi non possiamo rimanere indifferenti. La nostra città porta nella propria storia il sacrificio di uomini e donne che hanno combattuto perché nessuno fosse più perseguitato a causa delle proprie idee. Per questo oggi Barletta idealmente abbraccia Taraneh e Romina.

Chiedo alle istituzioni italiane ed europee di fare tutto ciò che è possibile per impedire che una giovane donna venga privata della vita e che un’altra venga condannata a trascorrere gran parte della propria esistenza in carcere. Barletta è con loro. Pertanto l’Amministrazione comunale ha deciso di illuminare di rosso la facciata del Teatro Curci la sera di domenica 13 settembre per accendere i riflettori sulla drammatica condizione di queste due coraggiose giovani donne iraniane che stanno pagando un prezzo troppo alto per aver avuto il coraggio di chiedere libertà e di esprimere il proprio pensiero.

L’illuminazione di rosso della facciata del Teatro Curci è una luce per Taraneh, per Romina e per tutte le donne che, in Iran e nel mondo, continuano a battersi per essere libere. Taraneh e Romina, a cui va il nostro sincero abbraccio, devono sapere che anche a migliaia di chilometri di distanza c’è una comunità che non accetta il silenzio.” Così il sindaco di Barletta Cosimo Cannito.


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