Ora il Comune modifichi il Piano demaniale

Tremila firme certificate per chiedere di fermare le nuove concessioni lungo la scogliera di Vasto. È il traguardo annunciato dal Comitato per la tutela del territorio e dalle associazioni promotrici della petizione “Salviamo la scogliera di Vasto dalle concessioni ai privati”, che tornano a chiedere all’amministrazione comunale una modifica del Piano demaniale.
Al centro della mobilitazione c’è il tratto di costa compreso tra il Monumento alla Bagnante e la Grotta del Saraceno, che secondo i promotori dovrebbe rimanere «libero, naturale e pienamente fruibile da tutti», eliminando le previsioni relative alle nuove concessioni turistico-ricreative.
«Tremila cittadini hanno scelto di mettere la propria firma – sottolinea il comitato – e si tratta di un’espressione inequivocabile della volontà di una parte ampia e trasversale della comunità vastese. L’amministrazione deve prenderne atto».
La richiesta riguarda nello specifico la modifica della parte del Piano demaniale comunale che individua le concessioni dalla numero 26 alla 37 nel tratto a nord del Monumento alla Bagnante.
«Non si tratta più di una posizione sostenuta da singole associazioni o da un gruppo ristretto di cittadini – proseguono i promotori –. Tremila firme rappresentano un messaggio politico e civico di grande rilevanza, che merita ascolto e rispetto da parte delle istituzioni».
A sostegno della propria posizione il comitato richiama anche quanto avvenuto nel Tavolo per l’Ambiente che, nella seduta dell’8 giugno, avrebbe approvato una proposta di deliberazione indirizzata a giunta e Consiglio comunale per chiedere la modifica del Piano demaniale nello stesso tratto di costa.
La proposta prevede, secondo quanto riferito dal comitato, l’eliminazione delle nuove concessioni turistico-ricreative e la destinazione dell’area alla conservazione delle caratteristiche naturali e paesaggistiche e alla libera fruizione pubblica, lasciando spazio eventualmente alle sole attività legate alla piccola pesca tradizionale.
Il documento chiederebbe inoltre di escludere nuove edificazioni, strutture per la balneazione, installazioni commerciali, piattaforme, chioschi e sistemi organizzati di ombreggio.
«Da una parte ci sono 3mila cittadini che chiedono di salvaguardare la scogliera – osservano dal comitato – e dall’altra una proposta già approvata dal Tavolo per l’Ambiente che va nella stessa direzione. Che cosa altro deve accadere perché questa volontà venga ascoltata?».
Per i promotori non esisterebbe una contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo turistico. «La conservazione della naturalità della scogliera rappresenta essa stessa una straordinaria risorsa turistica, capace di qualificare Vasto e di attrarre un turismo rispettoso del territorio».
Il punto, ribadiscono, è stabilire quale interesse debba prevalere: «Quello della comunità vastese alla conservazione di un bene naturale, paesaggistico e identitario deve necessariamente prevalere sull’interesse di pochi soggetti privati a ottenere nuove concessioni. La scogliera appartiene alla collettività».
Il Comitato per la tutela del territorio annuncia inoltre di avere già avuto contatti con alcuni consiglieri comunali e di voler proseguire nelle prossime settimane con incontri e approfondimenti.
«Il traguardo delle 3mila firme non è un punto di arrivo, ma di partenza – concludono i promotori –. Chiediamo alla giunta e al Consiglio comunale di ascoltare la comunità, modificare il Piano demaniale e cancellare le previsioni delle concessioni dal Monumento alla Bagnante alla Grotta del Saraceno. Continueremo a vigilare perché la scogliera resti libera, naturale e pubblica».
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